Sanità: ecoendoscopio ed ecolaser all’ospedale di Atri
VENTURONI: MINOR OSPEDALIZZAZIONE, MENO COSTI,PIU’QUALITA’ (REGFLASH) Pescara, 12 feb. Un ecoendoscopio ad alta magnificazione installato presso l’Unità di Gastroenterologia dell’ospedale di Atri ed un ecolaser adibito ai servizi di endocrinologia, radiologia e gastroenterologia dello stesso presidio sanitario, entrambi frutto di una donazione da parte della Fondazione F.O.G.I. Onlus Santa Rita. Sono le strumentazioni d’avanguardia che da qualche mese rendono il nosocomio atriano un vero e proprio polo di eccellenza in questa branca della medicina. L’iniziativa della Fondazione, che agisce senza scopo di lucro ed è presieduta dal professor Umberto Nocelli, rientra in un progetto di ampio respiro che mira in prospettiva alla creazione di un polo oncologico territoriale. Nel frattempo, in tre strutture sanitarie pubbliche, ad Atri, a Pescara ed a Chieti, ha favorito l’utilizzo di apparecchi ad alta tecnologia e l’impegno di professionalità in grado di eseguire le metodiche più aggiornate nel campo dell’endoscopia, della chirurgia mininvasiva e di quella robotica. Questa mattina, in particolare, è stata presentata alla stampa l’attività del centro di Atri alla presenza dell’assessore alla Sanità, Lanfranco Venturoni, dello stesso presidente della F.O.G.I. Nocelli e dei dottori Bruno Raggiunti, responsabile dell’Unità di Endocrinologia, ed Alessandro Della Sciucca, responsabile del reparto di Gastroenterologia, entrambi dell’ospedale di Atri. “Si tratta di un progetto che la Regione condivide pienamente – ha commentato l’assessore Venturoni – dal momento che va nella direzione di evitare al paziente lunghe degenze in ospedale e che quindi fa risparmiare al sistema sanitario regionale almeno il 50% dei costi per delle prestazioni che, grazie alle professionalità impegnate ed alle strumentazioni in dotazione, possono essere tranquillamente eseguite in poche ore in regime di day-hospital. Del resto, – ha concluso l’assessore – il futuro della sanità dovrà per forza prevedere alternative valide agli ospedali, almeno per quelle patologie che possono essere curate ambulatorialmente. Le professionalità sono già eccellenti, il passo ulteriore da compiere è nell’ambito dell’organizzazione sanitaria”. L’econedoscopio attivo ad Atri è uno dei cinque presenti in tutta Italia. Attraverso l’utilizzo di una sonda, consente di studiare più approfonditamente le pareti dell’apparato digerente oltre che gli organi intra-toracici e intra-addominali ad esso adiacenti. La sonda consente anche di prelevare campioni di tessuto attraverso un ago o di immettere sostanze, a seconda delle necessità. Inoltre, può fungere da supporto per inserire drenaggi sotto continuo controllo ecografico dell’ago. In circa tre mesi di operatività, ad Atri l’ecoendoscopio ha consentito di trattare già 60 casi con tempi di attesa pressochè pari a zero. L’esame dura complessivamente non più di trenta minuti. L’ecolaser, invece, serve per eliminare i noduli tiroidei. Un’applicazione estremamente importante se si considera che in Abruzzo, su una popolazione di 1 milione 300 mila abitanti, oltre il 30 per cento è interessato da tali patologie che sono benigne per il 95 per cento dei casi. I casi trattati finora ad Atri sono dieci, alcuni dei quali anche di fuori regione. Intanto, la stessa Fondazione, anche attraverso la partecipazione di ditte elettromedicali, di istituti di credito, di enti pubblici e di privati ha acquistato un ecografo per la chirurgia e la laparoscopia con sonde con mezzo di contrasto a beneficio del Dipartimento di Scienze chirurgiche dell’Univesità “d’Annunzio” di Chieti e un apparecchio per la chemio ipertermia intraoperatoria destinato al Dipartimento oncologico dell’ospedale civile di Pescara. (REGFLASH) DR100212
Nella foto l’assessore Venturoni durante la conferenza stampa
Intanto...
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