LANCIANO – “Sono i numeri a parlare e parlano chiaro. Per un’ecografia alla mammella nell’ospedale di Lanciano, il tempo di attesa  è di  222 giorni. Non passa giorno che non emergano testimonianze documentate e allarmanti, sulla inaccessibilità secondo il bisogno dei servizi sanitari, sulle inadeguatezze delle procedure di organizzazione temporale delle prestazioni ambulatoriali, sugli ormai costanti  rinvii di pazienti a casa”.

Con queste parole il capogruppo dell’Italia dei Valori del comune di Lanciano, Gabriele Di Bucchianico, si è espresso in merito agli ultimi gravi episodi di malsanità che hanno messo a dura prova l’immagine dell’ospedale di Lanciano.

“Ne emerge – ha commentato Di Bucchianico – l’istantanea di una condizione che mal si coniuga con quella bucolicamente dipinta dalla ufficialità dei dati contenuti nella certificazione dei tempi di erogazione dei livelli essenziali di assistenza; i dati ufficiali non rispondono affatto alla realtà con cui i pazienti si confrontano ogni giorno”.

“Le carte – ha aggiunto il capogruppo dell’Idv – descrivono una realtà ‘altra’ che non esiste; eppure persino il piano del governo sulle liste di attesa 2010-2012, nel rispetto dei diritti civili, ha stabilito tempi massimi di 30 giorni per le visite ambulatoriali e di 60 per i test diagnostici,  così come sancisce  il divieto di  sospendere le attività di prenotazione”.

“Ci torna in mente – ha aggiunto Di Bucchianico – il grande bluff messo in scena ormai da tempo e da noi più volte denunciato, di amministratori impegnati in autocelebrazioni tanto sterili quanto  false, che continuano a dipingere un quadro idilliaco della sanità abruzzese”.

“In linea con quanto da noi sempre sostenuto – ha concluso l’esponente – invitiamo il caro presidente Gianni Chiodi e l’ancor più caro dottor Francesco Zavattaro (direttore generale della Asl – ndr) ad aprire gli occhi e dirigere lo sguardo sulla realtà vera della sanità regionale e locale, evitando di concentrare tempo ed  attenzioni su falsi problemi che altro non sono che specchi per le allodole”.

“In attesa  di decidere se stare o meno dalla parte dei cittadini – ha concluso – si facciano carico dell’ospedale esistente, tornando  tra la gente nel mondo reale e facendo in modo che i servizi sanitari siano degni di un paese civile dell’anno domini 2012”.