PESCARA – “I 255 milioni di euro del fondo sanitario nazionale non saranno utilizzati per ripianare debiti. È un allarmismo inutile”: lo ha detto il presidente della Regione Abruzzo e commissario ad acta della sanità, Gianni Chiodi, commentando, a margine di una conferenza stampa a Pescara, alcune dichiarazioni apparse sulla stampa e che sarebbero state rilasciate ieri ai sindacati dal subcommissario Giovanna Baraldi.

Chiodi si è detto certo che Baraldi non possa essersi pronunciata diversamente sulla questione. “Non può averlo detto – ha sottolineato – perché si tratta di una questione relativa ai debiti accumulati negli anni passati, che sono stati sanati”.

“Sono 255 milioni del fondo sanitario nazionale – ha spiegato Chiodi – e, pertanto, saranno utilizzati e trasferiti alle Asl in modo che le Asl stesse possano fare gli investimenti che devono fare. Quindi, investimenti sul territorio, sull’integrazione socio-sanitaria. Le Asl faranno quello che è normale. Sono fondi che non possono essere usati per ripianare i debiti”.

Debiti che, ha ribadito il presidente, in Abruzzo “non ci sono più”.

“Non c’è un debito da pagare che viene dal passato, li abbiamo sanati tutti. Non ne produciamo di nuovi perché dal 2010 siamo in equilibrio e nel 2011 temo, per l’opposizione, che saremo in avanzo. Per cui non ci sono debiti. E quindi – ha proseguito Chiodi – quali debiti dobbiamo pagare con 255 milioni di euro? Non capisco come possano nascere cose di questo genere”.

EVANGELISTA: ”MESSA A RISCHIO L’OFFERTA SANITARIA”

“Le dichiarazioni della sub-commissaria Baraldi circa il rischio che i 255 milioni di euro destinati al potenziamento della medicina di territorio possano essere dirottati a ripianare i debiti minano alle fondamenta la possibilità che il servizio sanitario abruzzese possa reggere alla domanda di assistenza della popolazione”.

È quanto sostiene Bruno Evangelista, portavoce regionale di Alleanza per l’Italia.

“Senza investimenti sulla medicina territoriale si va dritti dritti – continua Evangelista – verso la disaggregazione dell’area ‘sistema sanità’ e quindi la dequalificazione dei servizi e delle prestazioni con un vero e proprio rischio di paralisi assistenziale. Non è un caso se il piano sanitario nazionale ha dettato ben distinte e precise quote di risorse da investire nelle due aree assistenziali, ospedaliera e territorio, senza le quali evidentemente non ci sarebbe una reale efficienza dell’intero sistema”.

“Ancora più incredibile – aggiunge – appare il fatto che lo stesso ex ministro Ferruccio Fazio, abbia sostenuto in passato esattamente il contrario e cioè che non è possibile ridurre i posti letto ospedalieri se non si procede alla realizzazione di una efficiente medicina del territorio”.

“Si rende necessario pertanto – continua Evangelista – che tutte le forze politiche regionali, con il coinvolgimento anche dei parlamentari, si mobilitino urgentemente di fronte a questa vera e propria insipienza dell’ex governo di Silvio Berlusconi con interventi nel prossimo tavolo tecnico e sensibilizzando al problema il nuovo ministro della sanità”.