L’AQUILA – “Se a un codice verde della mia età fai trascorrere 15 ore di fila in tre giorni al pronto soccorso, rischi di farlo diventare codice rosso!”.
Liquida con una battuta amara la disavventura che gli è capitata al pronto soccorso dell’ospedale san Salvatore dell’Aquila, la signora Concetta Stinsiani, aquilana di 84 anni che, a seguito di un incidente domestico, si è recata la scorsa settimana al pronto soccorso riuscendo però a farsi visitare dopo 3 giorni.
Un caso non isolato, nei pronto soccorso d’Abruzzo, visto che sono tante le segnalazioni analoghe che arrivano alle redazioni giornalistiche, che lamentano tempi di attesa biblici.
E che offrono uno spaccato di vita e disagio reale nel dibattito e nello scontro politico intorno alla sanità regionale da riformare, in cui di pronto soccorso si parla più che altro in termini di riduzione del loro numero, otto le strutture che potrebbero chiudere, e di costi da contenere limitando la non appropriatezza delle visite richieste, ricordando che spesso il cittadino pretende di farsi curare in pronto soccorso quando invece dovrebbe rivolgersi al medico di base.
La signora Stinsiani, però, al pronto soccorso ci è andata dopo che la sua mano è rimasta incastrata nella lavatrice, riportando quella che poi si è scoperta essere una grave lussazione.
“Il primo giorno sono arrivata alle ore 17.15 – racconta ad AbruzzoWeb – Ero un codice verde e c’erano casi più urgenti davanti a me, con codici gialli e rossi, che giustamente hanno avuto la priorità. Così non sono stata chiamata e alle 21 sono andata via perché alla mia età 4 ore di attesa sono pesanti”.
Il tempo di tornare a casa dunque, recuperare le forze con la mano dolorante, per il secondo tentativo.
“Sono tornata il giorno dopo, alle ore 13.20. E ho aspettato fino alle 22, inutilmente. Ho fatto amicizia anche con una persona molto anziana sulla sedia a rotelle, che ha condiviso con me più o meno le stesse ore di attesa”, svela.
L’agognata visita, la signora Stinsiani è riuscita a ottenerla solo il terzo giorno, dopo un altro paio d’ore di fila, a seguito di una visita del medico di famiglia, che gli ha fatto una richiesta urgente di radiografia e di visita ortopedica. La ‘lastra’ effettuata al pronto soccorso ha reso evidente la lussazione.
“L’ortopedico – racconta la Stinsdiani – mi ha spiegato che vista la mia età, se si fosse intervenuto con appena un paio di giorni di ritardo, l’uso della mano sarebbe stato compromesso per sempre”.
“Mi chiedo perché – conclude – si continuino a mettere insieme i codici verdi assieme a quelli gialli e rossi. Si potrebbero pensare nei pronto soccorso, percorsi e file separate. Altrimenti tanto vale dire a noi cittadini contribuenti con codice verde, soprattutto se anziani, di non andarci per niente al pronto soccorso, perché ripeto tutte queste ore di attesa possono anche complicare il nostro quadro clinico”. Filippo Tronca






