PESCARA – “Non posso esprimermi sul merito di quell’indagine, ma la mia funzione attuale, di guida del Consiglio Superiore della Magistratura come vicario del Capo dello Stato, non può che portarmi, e peraltro lo faccio con convinzione, a riaffermare la necessità di tutelare l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e di ciascuno dei magistrati, di fronte agli altri poteri”.

Così Giovanni Legnini, vice presidente del Csm, oggi pomeriggio a Pescara, a margine di un convegno in memoria di Emilio Alessandrini.

Rispondendo ad una domanda sulle dichiarazioni di Salvini in merito ai due nuovi capi d’imputazione e sui rapporti tra politica e magistratura alla luce dell’inchiesta della Procura di Agrigento sul caso della nave Diciotti, Legnini ha detto che “allo stesso modo occorre che gli altri poteri possano agire in piena autonomia. Ciascuno deve rispettare l’altro e ciascuno deve esercitare le proprie prerogative nel modo più corretto possibile”. 

Il riferimento è al ‘caso’ della nave Diciotti, rimasta ferma per 5 giorni nel porto di Catania con i migranti a bordo, una decisione che è costata al leader leghista e al capo di gabinetto del ministero degli Interni, Matteo Piantedosi, l’avviso di garanzia.

La decisione di indagare il Ministro è arrivata dopo gli interrogatori di due funzionari del ministero degli Interni, ai quali il procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha chiesto di ricostruire i passaggi che hanno portato la nave nel porto.