L’AQUILA – Il governo si impegna a valutare possibili misure a tutela degli investitori più deboli titolari di obbligazioni subordinate che potrebbero pagare caro il salvataggio di Banca Etruria, CariChieti, Cassa di Risparmio di Ferrara e Banca Marche.
Lo ha dichiarato il vice ministro dell’Economia, Enrico Morando, nel corso dei lavori sulla legge di stabilità in Commissione Bilancio della Camera.
Il decreto del consiglio dei Ministri ha messo in ginocchio centinaia di migliaia di risparmiatori in Italia.
Tra questi oltre 1500 obbligazionisti e azionisti di Banca Etruria all’Aquila e 500 di Carichieti a Chieti.
“L’azzeramento del valore delle obbligazioni subordinate, come tali parte del capitale di rischio – ha spiegato Morando – costituisce un vincolo non eludibile, imposto dalla Direzione Generale Concorrenza per approvare gli interventi del fondo di risoluzione. Il governo e’ tuttavia consapevole che, almeno a una parte dei risparmiatori coinvolti, la natura dello strumento obbligazione subordinata poteva non essere perfettamente nota”. Per questo, ha concluso il vice ministro, l’esecutivo “ha avviato un’approfondita verifica circa la possibilita’ che siano messe in atto misure in grado di ridurre gli effetti negativi del processo di risoluzione sulla componente socialmente piu’ debole degli investitori coinvolti, che possa aver agito senza la necessaria consapevolezza del livello di rischio del prodotto acquistato”.
Anche la senatrice del Pd Stefania Pezzopane è scesa in campo in difesa dei risparmiatori abruzzesi, impegnandosi per un emendamento al decreto prima della conversione in legge che deve avvenire entro 60 giorni.






