L’AQUILA – “Sulla restituzione delle tasse i terremotati abruzzesi hanno avuto più di Marche e Umbria. La filiera burocratica della ricostruzione ha poi consentito di risparmiare 460 milioni di euro che altrimenti sarebbero stati erogati illegittimamente”.

Lo ha detto il commissario delegato per la ricostruzione e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, in occasione della cerimonia inaugurale della seconda edizione del salone della Ricostruzione che si tiene presso l’aeroporto dei Parchi di Preturo, su un’area di 7.000 metri quadrati, e andrà avanti fino a domenica 27.

A tagliare il nastro dell’evento fieristico, promosso da Ance Abruzzo e da Carsa, in partnership con Bologna Fiere-Saie, anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, arrivato con indosso la fascia tricolore riconquistata dopo il ballottaggio di pochi giorni fa.

“All’inizio del 2013 – ha annunciato Cialente – partiranno i cantieri del centro storico. Con le risorse che arriveranno, potremo fungere da traino per l’intera economia regionale. Salone rappresenta un momento di grande rilevanza, che deve consolidarsi ulteriormente come appuntamento fisso per L’Aquila e l’Abruzzo e guardare anche oltre. La presenza di una delegazione libica nei giorni dell’evento è un esempio importante”.

Insieme a loro, i presidenti di Ance Abruzzo e Ance L’Aquila, rispettivamente Piero Antonio D’Intino e Gianni Frattale, e il presidente di Carsa srl, Roberto Di Vincenzo.

Nel breve incontro con la stampa che si è tenuto subito dopo l’apertura ufficiale del Salone, sono state illustrate le finalità dell’evento, nato come occasione di incontro tra produttori, progettisti, imprese e cittadini, e le prospettive future.

“Il Salone – ha spiegato Di Vincenzo – nasce con la finalità di dar vita alla filiera delle costruzioni, altrimenti non si riuscirà a produrre sul territorio un’economia autonoma”.

“L’obiettivo – ha spiegato D’Intino – è di stimolare l’incontro tra la politica, i cittadini e un settore, come quello edile abruzzese, che dal 2007 a oggi ha perso 12 mila lavoratori. Le istituzioni devono dare risposte, la Regione deve recepire il decreto attuativo del 2011 dell’ex governo Berlusconi su cui scontiamo nove mesi di ritardo e che per l’Abruzzo è fondamentale per ripartire. Con questi strumenti, la filiera potrà riassorbire i lavoratori in mobilità che sono una fetta determinante del comparto”.

Invito che il presidente Chiodi a subito raccolto: “Faremo la legge che aspettate – ha detto – Viviamo una situazione complessa. Nulla è facile in questo momento”.

Nell’area espositiva, spazio anche alla ricostruzione sociale e culturale del capoluogo. Tra i numerosi stand, circa 200 con 150 espositori, anche il Teatro stabile d’Abruzzo, la società aquilana dei concerti Barattelli e L’uovo, teatro stabile d’Innovazione.

Anche le autorità politiche, insieme ai comuni visitatori della fiera, sono poi passati sotto la “Mind the Door”, una porta scorrevole automatica che si apre solo a chi sorride, via di accesso a una galleria di immagini, filmati e oggetti attraversando la quale si può conoscere L’Aquila Rugby 1936 e la storia che lega la squadra alla città. Lo stand è dedicato all’iniziativa “Un Sorriso per l’Aquila”, un’azione di raccolta fondi da destinare alla società per contribuire a ridisegnare il presente e il futuro della squadra.

All’inaugurazione della fiera hanno partecipato anche l’amministratore delegato di Bologna fiere-Saie Giovanni Giuliani, l’amministratore delegato della società XPress che gestisce lo scalo, Giuseppe Musarella, e anche il presidente della Camera di Commercio aquilana e voce di Unioncamere, Lorenzo Santilli.

CHIODI: “SOLO ALL’AQUILA CANTIERI IN CENTRO DOPO TRE ANNI”

 “E’ bello andare in centro storico all’Aquila e sentire la ‘musica’ dei martelli”. Così il commissario Gianni Chiodi, all’inaugurazione del Salone della Ricostruzione a proposito dei cantieri privati aperti nel centro storico dell’Aquila.

“Finalmente i cittadini possono ascoltare con le loro orecchie che la ricostruzione è partita, anche nel cuore della città, grazie all’imponente lavoro di preparazione che abbiamo svolto in questi anni, in maniera non sempre visibile, per permettere oggi l’avvio dei cantieri. Il passaggio dalla fase progettuale, a cui abbiamo lavorato finora, all’operatività dei cantieri, segna in maniera evidente che la ricostruzione oggi può essere percepita da tutti. In sostanza se oggi possiamo ritenere che la ricostruzione è partita ciò è dovuto non ad una magia di chicchessia, ma ad una seria attività di programmazione, studio e di esame progettuale”. Lo ha detto il Commissario delegato per la ricostruzione e Presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, che ha partecipato oggi all’inaugurazione del Salone della ricostruzione all’Aquila, presso l’aeroporto dei Parchi di Preturo”.

“A tre anni di distanza dal sisma sono partiti i cantieri nel centro storico: in nessuna parte d’Italia è stato così. Questo significa che gli aquilani hanno lavorato bene. In questi anni – ha proseguito Chiodi – abbiamo gettato le basi per far partire la ricostruzione; ora si apre un momento positivo per L’Aquila che, come possiamo vedere in questa importante vetrina specialistica che valorizza le tecniche edilizie più innovative, alimenta la speranza di fare bene e meglio di prima”.

Parlando ancora dell’Aquila, il Commissario ha detto: “L’emergenza è finita e la logica commissariale non ha più senso di esistere perché il mio compito era quello di consentire l’avvio della ricostruzione, che finalmente è partita; quindi ora possiamo definire il passaggio di competenze agli enti locali”.

“Devo però ricordare a chi si è lamentato tanto della burocrazia e vorrebbe che in qualche modo fosse completamente eliminata – ha concluso Chiodi – che senza i controlli effettuati finora dalla filiera oltre 460 milioni di euro sarebbero stati erogati non legittimamente, di cui 140 per il ripristino delle case B e C e ben 320 milioni per gli immobili classificati E. Apprezzo pertanto l’importante lavoro di controllo svolto in maniera efficiente ed efficace dalla filiera e dalla struttura commissariale”.

IL COMUNE PRESENTA IL PIANO DI RICOSTRUZIONE DEL CENTRO STORICO

Partenza operativa della sezione culturale del secondo Salone della Ricostruzione con il convegno “Dall’emergenza alla ricostruzione, alla riqualificazione, allo sviluppo economico-sociale dei territori colpiti dal sisma”, organizzato dai sindaci del “cratere” in collaborazione con l’associazione abruzzese di Roma.

Presente la prima linea dei sindaci dei Comuni del “cratere”, che chiedono tempi migliori e una minore burocrazia perché la ripartenza sia di tutti: i primi cittadini di Pizzoli, San Pio delle Camere, Montorio al Vomano, Goriano Sicoli, Bussi, Castel del Monte, Rocca di Mezzo e Barisciano.

All’incontro ha partecipato anche il Comune dell’Aquila con Pietro Di Stefano, già assessore della prima Giunta comunale aquilana del sindaco Massimo Cialente, rieletto alla guida della città che ha scelto il Salone per la prima presentazione pubblica del piano di ricostruzione dei centri storici dell’Aquila e delle frazioni.

“I sindaci hanno giocato un ruolo essenziale nelle prime fasi della ricostruzione e hanno un ruolo chiave per il futuro. Eravamo consapevoli della necessità di darci una struttura già nell’autunno del 2009 – ha detto Emilio Nusca, coordinatore delle Aree omogenee – Questo terremoto ha al suo interno un problema di fondo, l’aver colpito L’Aquila che ha giustamente assorbito tutto quello che aveva da assorbire, malgrado avessimo problemi anche noi piccoli comuni. La nascita delle nove aree omogenee ha consentito di affrontare il problema di tutto il territorio e insieme hanno costituito il filo conduttore delle problematiche dei piccoli comuni. Presto avremo occasione di ribadirlo al ministro Barca e diremo la nostra su come dovrà essere organizzata la ricostruzione”.

Ha fatto una disanima cronologica di tutte le leggi, decreti e norme che hanno “frenato” la partenza della ricostruzione l’assessore Di Stefano, illustrando il piano di ricostruzione del centro storico aquilano.

“È un piano fatto in casa ed è più trasparente per questo, realizzato dai dipendenti anche precari del comune dell’Aquila, che sono tecnici bravi e giovani e che saranno anche loro classe dirigente di questo territorio – ha rimarcato presentando il documento – Il piano ha un approccio flessibile che risponde alla normativa urbanistica vigente per accelerare gli interventi anche diretti, come richiesto dai cittadini. Al momento sono fuori dalle abitazioni 34.670 persone, per oltre l’80 per cento si tratta di residenti dell’Aquila, il 40 per cento della popolazione del centro storico”.

“La nostra strategia – ha proseguito – prevede: norme flessibili che consentono di andare avanti progressivamente, lo stralcio degli interventi diretti del capoluogo e delle frazioni e progetti strategici anche per la ripresa socio-economica della città. Le risorse da cui ripartire sono costituite dal patrimonio artistico e storico della città, dalle sue eccellenze formative quali Università e Laboratori del Gran Sasso, le risorse ambientali e i parchi, l’offerta culturale e la vicinanza con Roma”.

“L’obiettivo è quello di far rivivere il centro storico, garantire la qualità urbana della città dentro e fuori il centro, risollevare il sistema produttivo locale cogliendo le opportunità post sisma – ha concluso Di Stefano – Per farlo decollare servono risorse umane per tutta la filiera, sburocratizzazione, l’erogazione dei fondi disponibili sia per i sottoservizi che per lo studio del sottosuolo. Richieste che il sindaco Cialente, una volta rieletto, ha portato al ministro Barca. La sfida si vince se L’Aquila non viene tenuta a terra com’è stato in questi anni”.

Centralità per gli enti pubblici, un nuovo ruolo dei sindaci e della Regione Abruzzo, una maggiore sburocratizzazione dei processi nei rapporti fra sindaci e commissario per la ricostruzione, hanno chiesto i primi cittadini del cratere intervenuti al convegno, determinati a unirsi a livello locale, non solo per rispondere all’esigenza imposta dalle nuove normative del governo, ma per contare di più sui tavoli in grado di portare a regime il cantiere più grande d’Europa.