L’AQUILA – Salmonella all’Aquila, arriva il dietrofront: il sindaco Massimo Cialente ha revocato parzialmente l’ordinanza del 12 giugno, che recependo una nota della Asl Avezzano-L’Aquila-Sulmona, vieta su tutto il territorio comunale l’utilizzo, per annaffiare gli orti, abbeverare gli animali, per usi industriali, l’acqua captata da fiumi, dai ruscelli, dai canali e dai laghi, invasi dove affluiscono o defluiscono canali, perché c’è il rischio che questa acqua sia contaminata da batteri di salmonella.
Nella nuova ordinanza emanata ieri dal Comune, alla luce di ulteriori analisi, sarà possibile utilizzare “le acque contaminate per uso industriale, rigorosamente non alimentare” e ai lavoratori “si consiglia accurata igiene delle mani prima di consumare pasti”.
Inoltre “le acque telluriche dei pozzi possono essere usate a scopo irriguo, ma non per uso potabili”.
Infine è consentito “l’utilizzo per scopi irrigui dei laghi di San Raniero e San Giovanni di Bagno” arre dove sono molte le aziende agricole interessate.
Vengono così ridimensionate le prescrizioni della Asl, che stanno ancora oggi mettendo in grossa difficoltà in particolare le oltre 200 le aziende agricole del territorio, che si trovano nel’impossibilità di irrigare i campi, e hanno subito un drastico crollo delle vendite degli ortaggi.
Lo stesso Cialente non ha mancato di contestare la “genericità” delle prescrizioni della Asl, recepite nella precedente ordinanza, in quanto “non sono in grado di fornire ulteriori informazioni e specificazioni” e “comunicate ai sindaci dell’Aquilano con grave ritardo”.
Accuse respinte al mittente dalla Asl.
A breve, comunque, come anticipato dalla riunione tra Comune, Asl e agricoltori del 4 luglio scorso, si attendono revoche per altre zone dell’Aquilano se, come si spera, le nuove indagini dell’Arta, l’Agenzia regionale tutela ambientale, daranno esito favorevole.
In particolar, il riferimento è alle aree a monte dei ruscelli, se il batterio dovesse essere individuato in un punto preciso; e al Raiale e al Riga di mezzo, canali dai quali attingono abitanti e agricoltori di Paganica.
La Confederazione Italiana agricoltori dell’Aquila dal canto suo chiede un monitoraggio continuo del livello di presenza del batterio nei corsi d’acqua, in modo da verificare l’abbattimento della presenza della salmonella e che il problema venga risolto alla radice, intervenendo sui focolai della contaminazione, ovvero i depuratori malfinzionanti delle frazioni di Arischia, Colle di Roio, Aragno, Collebrincioni, Campo Imperatore, Pescomaggiore e Civita di Bagno, intorno ai quali l’ordinanza vieta tuttora l’utilizzo dei terreni in un range di cento metri.
ll divieto di irrigazione, oltre al capoluogo abruzzese, interessa anche i comuni di Montereale, Fossa, Scoppito, Cagnano Amiterno, Pizzoli, Villa Sant’Angelo, Fagnano Alto, San Demetrio Ne’ Vestini e Barisciano.





