L’AQUILA – Sono partiti oggi in Abruzzo. È cominciato il via vai della gente da un negozio all’altro, a caccia dell’offerta migliore, la corsa alla merce scontata da non perdere.
Nel capoluogo la situazione è un po’ particolare. Gli aquilani non hanno più un centro cittadino a fare da “culla” per i negozi più importanti, ma la cosa pare non spaventare più di tanto né i cittadini né i commercianti, che negli ultimi mesi hanno ripreso la loro attività in nuove strutture.
SALDI SI’, MA CON GIUDIZIO
Basta entrare nel centro commerciale Carrefour, nella zona Est del capoluogo, per capire che quest’anno l’attenzione per la merce in sconto è presente, ma non ossessiva.
“Abbiamo cambiato modo di abbigliarci – racconta una cittadina aquilana, Ernesta De Simone – quindi non abbiamo consumato grandi cose. Penso di comprare qualcosina nei negozi di fiducia, anche se dobbiamo vedere dove sono finiti, visto che in centro non ci sono più”.
“Soprattutto – prosegue con un filo di amarezza – dobbiamo spendere all’Aquila questi soldi, per aiutarla a ricominciare”.
C’è anche chi di saldi non vuole sentir parlare. Sfiduciata dalla situazione economica della città, una signora capisce che si sta parlando di saldi e quasi scappa, dicendo: “Oggi iniziano i saldi e io non uscirò di casa!”.
Anche Giorgio, aquilano di mezza età, spiega che approfitterà dei saldi, andando in quei negozi più costosi dove di solito non si può comprare, però ricorda pure che “abbiamo altri problemi a cui pensare, più seri dei saldi”.
Giuseppe, un ragazzo di fuori città, di passaggio nel capoluogo, ha qualcosa di più gravoso a cui dedicare i suoi risparmi. Si sposerà infatti tra qualche mese. E afferma: “Non potrò pensare a spendere e ad approfittare dei saldi, ma farò un giro in questa città per vedere dove sono quei negozi che frequentavo quando studiavo qui”.
COMMERCIANTI TRA DUBBI E SPERANZE
Fin qui gli aquilani. Ma il periodo dei saldi è un punto interrogativo anche dall’altra parte del bancone, cioè per i commercianti che hanno fatto il possibile per non abbandonare la città e cercare di tornare alla normalità.
Raffaele Panarelli, proprietario dell’omonimo, storico negozio di abbigliamento a piazza Palazzo, che dopo il sisma ha riaperto nella Galleria Vicentini, si dice fiducioso: “Alcuni clienti fissi hanno già speso, ma spero che con i saldi ne arrivino di nuovi. Sono ottimista, anche se ormai in questa città tutto è un’incognita”.
Un po’ meno ottimista Cristian Ceddia, del negozio di calzature Mazzitti, altro negozio storico che dopo il terremoto si è spostato nella galleria Vicentini: “Le previsioni – spiega – sono buone. Dal post terremoto, l’aquilano ha imparato a fare i weekend al mare, quindi per i maggiori acquisti punto più su lunedì e martedì prossimi”.
“Riguardo i saldi – prosegue – secondo me non si capisce bene a cosa servano, perché non aiutano noi commercianti, che andiamo a vendere questa roba a prezzi così bassi da non riuscire a recuperare le spese”.
“I saldi – incalza Ceddia – partono troppo presto: quest’anno abbiamo fatto solo un mese e mezzo di vendita a prezzo pieno, e mi meraviglio soprattutto di chi ci rappresenta e dovrebbe capire le nostre problematiche”.
Ma anche nei commercianti più pessimisti rimane accesa la speranza. “Speriamo che i saldi – conclude – servano a fare un po’ di cassa, perché siamo in condizioni davvero critiche e l’economia aquilana post-terremoto non è stata per niente aiutata. Anzi, continuano a specularci sopra”.
Anche Angela Pia Galano, della camiceria “Casa della Camicia”, vede in questi saldi un appiglio per poter ricominciare pian piano a sperare in una ripresa generale dell’economia aquilana: “Speriamo di lavorare, i presupposti per una piccola ripresa ci sono, anche perché bisogna guardare avanti”.





