L’AQUILA – Primo week end di saldi a singhiozzo nella provincia dell’Aquila: l’affluenza dei primi due giorni, infatti, infatti non ha rispecchiato le aspettative di Federmoda e Confcommercio.
I saldi, iniziati il 2 luglio in tutta Italia, ad eccezione della Sicilia che ha invece dato il via ai ribassi il 1° luglio, si chiuderanno il 31 agosto.
“Una partenza a singhiozzo”, confermata anche dai presidenti provinciali di Federmoda e Confcommercio, Riccardo Savella e Roberto Donatelli.
“Non c’è stato il boom che ci aspettavamo e almeno nei primi due giorni non c’è stata un’affluenza maggiore allo scorso anno, anche se è ancora presto per dirlo – spiega Savella- Tuttavia la stagione è appena cominciata e siamo fiduciosi”.
I tanto attesi saldi, secondo Donatelli, “potranno ridare respiro ai commercianti, soprattutto dell’abbigliamento. Il bel tempo è iniziato tardi e questo ha fatto sì che la gente non comprasse. Da marzo a oggi si è venduto poco e niente, tanto che alcuni hanno iniziato a fare vendite promozionali un mese prima dei saldi ufficiali”.
Il dato sul settore dell’abbigliamento in provincia anche quest’anno ha segno negativo e registra un -20 per cento sulle vendite, come precisa Donatelli.
“La crisi attanaglia più che altro il commercio di vicinato, non tanto quello dei grossi centri commerciali – aggiunge – In più, complice la crisi, il segno continua ad essere negativo”.
Ma c’è anche un altro fenomeno strettamente collegato alla crisi, che è quello “degli alti affitti dei locali nei centri storici, che scoraggiano i commercianti e li fanno scappare quasi sempre nelle periferie delle città dove il costo è minore e si riesce più facilmente a mandare avanti un’attività – specifica – I centri storici, purtroppo si stanno svuotando e così si perde anche il commercio di vicinato”.
A tenere botta, secondo Donatelli sono i settori dell’alimentari, dei giocattoli e della tecnologia, “su tutto il resto le persone, se possono, risparmiano e il primo settore su cui si tira la cinghia è proprio quello dell’abbigliamento, aspettando magari l’offerta”.
A confermare un andamento a singhiozzo dei saldi che va avanti dal periodo successivo al sisma, è anche Emanuele Del Pinto, commerciante nel settore delle calzature e titolare di Emarò nel complesso Panorama, all’Aquila.
“Personalmente non posso lamentarmi di questo primo week end di saldi – afferma – Devo dire tuttavia che dal 2009 non si registra più il pienone di un tempo, con un calo di almeno il 20 per cento negli acquisti. Le persone in questa città sembrano molto sfiduciate: spesso quando si trovano a dover comprare ad esempio una scarpa con il tacco, non lo fanno perché dicono di non avere più un centro storico, un corso o un luogo dove poterle indossare”.
I saldi visti dagli occhi dei commercianti, “iniziano troppo presto – aggiunge – e questo fa in modo che abbiamo pochi mesi per poter vendere la merce a prezzo pieno. Una situazione che alle volte non consente di andare avanti per pagare le spese”.
Sugli alti affitti dei centri storici De Pinto aggiunge: “I commercianti continueranno a scegliere le periferie fino a che non caleranno un po’ i prezzi. Per quanto riguarda L’Aquila, conosco molte persone che hanno tentato di affittare locali, ma si sono viste proporre prezzi proibitivi”. Marianna Galeota






