CASALBORDINO – “E’ molto triste quando i lavoratori si fanno strumentalizzare dall’azienda. La comprensibile l’esasperazione dei lavoratori della Sabino Esplodenti ma non può essere usata per delegittimare le indagini della Procura della Repubblica di Vasto. Dopo un incidente con tre morti non si può far finta di niente. Anche noi di Rifondazione Comunista abbiamo evidenziato con un esposto elementi che vanno accertati, in particolare sull’osservanza della cosiddetta direttiva Seveso sul rischio di incidenti rilevanti”.

Lo scrive in una nota il segretario nazionale di Rifondazione comunista – Sinistra europea Maurizio Acerbo, che aggiunge: “Fin dal momento del tragico incidente abbiamo denunciato la latitanza anche istituzionale rispetto al rispetto delle normative per un impianto di altissima pericolosità. Non è responsabilità del Procuratore Di Florio se l’azienda è sotto sequestro e i lavoratori senza cassa integrazione”.

“La politica e le istituzioni hanno il dovere di intervenire per garantire ai lavoratori e alle loro famiglie gli ammortizzatori sociali. A complicare la situazione c’è la circostanza che l’Inps ha difficoltà a riconoscere la cassa integrazione covid per un caso come questi. La giunta regionale avrebbe dovuto individuare una soluzione anche investendo il governo della questione, i parlamentari abruzzesi dovrebbero seguirla con attenzione”.

“Nel frattempo la Regione dovrebbe erogare un intervento di solidarietà per questi lavoratori che sono rimasti senza reddito a causa di un incidente che ha causato la morte di tre loro colleghi. Bisogna aiutare i lavoratori e le loro famiglie mentre la magistratura porta avanti le indagini”, conclude Acerbo.