L’AQUILA – Mentre la neve continua imperterrita a ricoprire di bianco l’Abruzzo, le società sportive proseguono nella spasmodica ricerca di campi e “palloni” per gli allenamenti.

Un’impresa ardua se si considera l’estensione del territorio aquilano e la difficile situazione delle strutture sportive dopo il sisma del 6 aprile 2009.

Di certo i crolli causati dalla stessa coltre dei tre ‘palloni’ al coperto dell’Area Sport di Monticchio non hanno aiutato.

Se da un lato il calcio, da sempre più vicino al business, riesce a programmare allenamenti fuori sede, vedi i rossoblu di Seconda Divisione del patron Elio Gizzi, dall’altro i neroverdi del rugby del presidente Romano Marinelli con il campo di “Centi Colella” “very off” si sono dovuti accontentare della preparazione in palestra.

La stessa sorte è toccata alla Polisportiva L’Aquila Rugby e al Paganica Rugby.

A una settimana dalla storica nevicata che ha “sconvolto” l’intera regione sportiva e non solo, la lente di ingrandimento di AbruzzoWeb si posa sull’Avezzano Rugby, seconda formazione abruzzese militante in serie A2, e sul Gran Sasso Rugby, seconda squadra ovale aquilana che si batte nel girone 4 di serie B, accomunate nel proprio credo dallo spirito di sacrificio e dalla passione.

Mentre le avverse condizioni meteo sono risultate un vero e proprio “placcaggio altro” per i marsicani, con le nevicate che hanno cancellato la preparazione e compromesso la strutta del campo in via Dei Gladioli, dall’altro i gransassorugbisti, ormai nomadi “di professione” dopo il terremoto, hanno trovato rifugio in un campo al coperto.

Preoccupata per la situazione della propria squadra, ma consapevole che in un momento di emergenza l’interesse per lo sport diviene secondario, la presidente giallonera Sonia Sorgi racconta le sventure post-neve. “La nostra attività è bloccata – spiega – è una settimana che siamo totalmente fermi. Abbiamo mandato dei mezzi per pulire il campo, ma non è stato possibile fare più di tanto. Il sopralluogo ha rivelato numerosi danni: ci sono stati dei problemi all’infermeria, i gazebi esterni sono completamente distrutti e il tetto ha riportato delle lesioni”.

“Il Comune – aggiunge – non ci sta dando una mano. Di solito chiediamo, ma in questo caso ci sono altre priorità ed è comprensibile. Domenica 19 febbraio dovremmo giocare a Cesena (vs Romagna Rfc ndr), ma credo che non se ne parli loro sono messi peggio di noi”.

La Sorgi conclude sulle soluzioni da adottare nei prossimi giorni. “Stiamo provando a reperire una struttura per gli allenamenti – dice – ovviamente pagheremo noi le spese, ma la cosa è comunque difficile”.

Più serena la prima tifosa della Gran Sasso Rugby, Loredana Micheli, consapevole del fatto che lei il campo per fare allenare i suoi, almeno per il momento, non lo ha. “La squadra – afferma – si sta allenando la sera sotto un ‘pallone’ di calcetto a Villa Sant’Angelo (L’Aquila) vicino l’impianto dove giocavamo prima del terremoto. Ci era anche venuto in mente di prendere un pullman e andare a prepararci a Sambuceto (Chieti), ma i ragazzi lavorano e sarebbe più complicato”.

“Domenica 19 febbraio avremo la partita in casa con Primavera Rugby – continua – e credo che andremo a giocare proprio all’impianto dell’Oasi a Sambuceto. Quella teatina è una società amica e abbiamo un accordo anche per quanto riguarda il campionato giovanile. Sono d’accordo con il comitato sulla sospensione dell’attività juniores perché in questo momento occorre prestare attenzione e non far preoccupare i genitori”.

In attesa del rifacimento del campo di Villa Sant’Angelo, la formazione aquilana a inizio stagione ha segnalato come primo impianto proprio l’“Oasi”; nell’arco del campionato è stato reperito più volte il terreno di Paganica e in due occasioni l’ambito “Fattori”.