L’AQUILA – Confindustria nazionale commissaria il presidente di Confindustria L’Aquila, Marco Fracassi, intimandogli con una comunicazione ufficiale di rinnovare gli organi direttivi e di lasciare l’incarico entro il prossimo 31 gennaio.

Questo perché a causa di veleni, scontri interni e dossier, non è stato portato a termine il progetto di fusione dell’associazione aquilana con i cugini di Teramo, per la quale il consiglio direttivo del capoluogo era stato prorogato fino a fine anno per allineare i termini con gli industriali teramani, in scadenza proprio il 31 dicembre prossimo.

L’imprenditore marsicano, il cui mandato scade a fine anno e non più rieleggibile, sperava di rimanere in carica a capo del nuovo soggetto.

Ad interessare Roma dei guai di un’associazione in caduta libera per il calo di iscritti e l’abbandono di aziende importanti, come L-Foundry, anche un dossier contro Fracassi, nel quale si sottolineano anche i tanti incarichi per il quale è stato denominato “mister poltrone”.

In questo clima, oggi all’Aquila si stanno effettuando le elezioni per il rinnovo degli organi sociali, in particolare del Consiglio Generale, dei Probiviri e dei Revisori contabili.

I verdetti sono attesi per la serata.

Il nuovo presidente sarà eletto nelle prossime settimane.

Ecco i candidati, dai quali emerge che non si sono presentati rappresentanti delle aziende farmaceutiche, realtà importante del patrimonio industriale aquilano con Dompé, Menarini e Sanofi.

Consiglio generale, per il quale saranno eletti i 10 rappresentanti più votati: Ernesto Paolo Alba (Primula Srl), Antonio Angelini (Poste Italiane SpA), Pasquale Angelini (Enel Spa); Guido Arista (Elital Srl); Giuseppe Bertini (Transcom WW SpA); Mimmo Carducci (Assut Europe SpA); Paolo Chiocca (Siapra SpA); Bruno Di Sabatino (Imerys Minerali SpA); Francesco La Vella (Sintab Srl); Pier Luigi Marinelli (San Raffaele SpA); Corrado Martignoni (Filmet Srl); Roberto Monfredini (Euroconic Srl); Riccardo Podda (Thales Alenia Space Italia Spa); Marco Tirimacco (Pavind Srl); Antonio Togna (Hydro Building Systems Italy SpA).

Probiviri, per i quali  saranno eletti in 6: Luigi Angelucci (Telecom Italia Spa); Maurizio Ardingo (Professional Service Srl); Fiorella Bafile (Wash Agency Srl); Dario Colecchi (Pizzalto SpA); Paolo D’Amico (Reginella D’Abruzzo Srl); Lorenzo Mearelli (Elco Spa); Federico Piccone (Kromoss Srl); Francesca Pompa (One Group Srl).

Revisori contabili, per i quali ci saranno cinque eletti: Fulvio Barbati (non socio/iscritto registro revisori legali); Domenico De Angelis (Casa di cura Nova Salus Srl); Giuseppe Di Benedetto (Sambeplast Srl); Ada Fiordigigli (Hotel Fiordigigli Srl); Stefano Olivieri (non socio/iscritto registro revisori legali); Pierluigi Panunzi (R.A. Santa Maria Valleverde Srl); Alessandra Rossi (Rossi Edilizia e Partners Srl/iscritta registro revisori legali).

Confindustria è nella bufera da alcuni anni: la fusione tra le due associazioni è saltata a seguito dei vari dossier anonimi e dei licenziamenti del direttore aquilano, Carlo Imperatore, proprio nella riunione del Consiglio direttivo che avrebbe dovuto sancire l’unione delle due realtà, con accuse mai provate, e poi di quello regionale, Giuseppe D’Amico, per volontà del presidente regionale, Agostino Ballone, che hanno presentato pesanti istanze di risarcimento danni.

La fusione era stata preparata nei minimi particolari con una intesa scritta tenuta sottobanco che prevedeva Fracassi alla presidenza e un giro di poltrone che coinvolgeva anche la Camera di Commercio.

Appena il piano è stato scoperto è partita la controffensiva della opposizione nel consiglio direttivo guidata dall’ex presidente provinciale, Fabio Spinosa Pingue.

A proposito del presidente commissariato, ha legato la mancata fusione ad errori della dirigenza, presa di posizione alla quale Imperatre ha replicato: “La proroga era stata concessa in virtù di una fusione che poi non è stata effettuata. Quindi la responsabilità è dell’organo politico non certo di quello tecnico che ha agito sempre nella massima correttezza e trasparenza”.

Fracassi, che per statuo rimarrà come vice presidente, dovrà lasciare anche tutte le altre cariche ottenute proprio nella sua veste di  presidenza dell’associazione: oggi è presidente della Osa Srl, società partecipata, che ha come scopo la consulenza aziendale e l’organizzazione di eventi, presidente di Italconfidi Teramo, partecipata da Confindustria L’Aquila, presidente di Unica Energia, società nel campo dell’intermediazione energetica e vice presidente della Camera di Commercio della provincia dell’Aquila.

Secondo molti, termina una presidenza travagliata che non è riuscita a portare a termine il proprio obiettivo, poco attiva e presente, che ha determinato la scomparsa di una voce che avrebbe potuto dare molto al nostro territorio.

Tra le difficolta, secondo quanto emerso, non ci sarebbe stata neanche l’approvazione del bilancio, mentre il malcontento cresce e altre imprese stanno meditando di uscire dall’associazione già a fine anno con le altre associazioni che potrebbero rafforzarsi proprio accogliendo gli associati fuoriusciti.