L’AQUILA – “Domenica sera, intorno alle 20:00, ho potuto riscontrare tutti gli effetti generati dal sisma. Si è fatto e si fa ancora adesso un gran parlare del disturbo post-traumatico da stress. E noi di stress ne abbiamo dovuti sopportare moltissimi. Ma ecco che dopo quasi due anni questo disturbo e gli effetti negativi di esso sono apparsi prepotentemente. La cosa ha del paradossale”.
È quanto affermato da Roberto Biondi in una lettera aperta. “Gli effetti del dpts – aggiunge – sono comparsi improvvisamente e contemporaneamente a più persone. Tutti coloro i quali sono stati coinvolti da questa improvvisa epidemia hanno, infatti, manifestato la stessa sintomatologia. Si sente spesso, da più parti, che il terremoto ha reso le persone peggiori; ‘ognuno tira acqua al suo mulino’ le parole di una signora nello stigmatizzare le scorrettezze riscontrate dai suoi concittadini. ‘Quello s’è rifatto il bagno e il soggiorno e c’iaveva solo ddù crepette….alla camera da lettu’“.
“Attriti presenti prima del sisma e amplificati subito dopo – continua – dddio, in realtà nei giorni appena successivi al terremoto l’istinto umano di conservazione aveva fatto scorgere barlumi di ritorno a un ancien régime tribale, in cui solidarietà, vicinanza d’animo e perdita del tutto era il tripode su cui poggiava la nuova societas aquilana. Poi sono arrivati i comitati, hanno aumentato la complessità e la società tribale ha perduto il suo status. Il nuovo slogan: Yes Ji camp, tradotto in italiano Sci ji stengo bbonu”.
“Eppure domenica sera alle 20 – sostiene – è successo l’inimmaginabile. I condomini del civico 16 di via Foruli, si sono ritrovati attorno a un tavolo. A cena. E a tutti è parso incredibile e insostenibile uno dei sintomi da dpts: l’amnesia. I condomini riscontravano di aver dimenticato tutti gli attriti del pre e del post sisma. Tutti, sarà stato anche per l’abbondanza della cena di pesce, a festeggiare la fine dei lavori”.
“Tra gli effetti del terremoto – conclude – forse bisognerebbe aggiungere anche questo: la ritrovata concordia tra venti persone, le quali mai, prima di domenica sera, avevano cenato insieme, pur conoscendosi da oltre trent’anni. Grazie terremoto”.



