L’AQUILA – I video denuncia sono il loro pane quotidiano con l’unico obiettivo di smascherare le incompiute dell’Aquila e “metterci una pezza”.

È il gruppo RivAq per l’Italia, abbreviativo di Rivoluzione aquilana per l’Italia, una mobilitazione giovanile, con membri di tutte le età, che nasce nel capoluogo abruzzese e si estende in tutta Italia, per “creare il più grande atto rivoluzionario dell’epoca moderna”.

Sul social network di Facebook la notorietà è diventata quasi virale, tanto che non c’è aquilano che non li conosca, e tra gli oltre 7.000 aderenti si sono iscritti anche il primo cittadino del capoluogo, Massimo Cialente.

“Siamo un gruppo di circa 30 persone che si incontrano settimanalmente – dichiara ad AbruzzoWeb l’ideatore del gruppo, Simone Piccirilli – discutiamo sulle faccende aquilane e cerchiamo di valutare le questioni che ci si presentano e se ci sono scandali o incompiute da approfondire. E spesso giriamo un video per denunciarli”.

“Tutto è nato perché noi giovani ci sentiamo soffocare, non abbiamo nessuna valvola di sfogo, nessuno svago, ci sentiamo il simbolo dell’abbandono e viviamo nel degrado più totale – continua Piccirilli – quindi dobbiamo prendere in mano la situazione ed esprimere la nostra opinione”.

L’aeroporto dei Parchi di Preturo (L’Aquila), l’impianto polifunzionale di Paganica, il palazzetto dello sport di viale della Croce rossa, lo stadio di Acquasanta, sono state solo alcune delle denunce fatte dal gruppo nei confronti delle più celebri incompiute aquilane, che “tutti noi dobbiamo sopportare di vedere in questa città”.

“Per l’impianto polifunzionale di Paganica sono stati spesi miliardi di lire – spiega Piccirilli – E per metterlo in uso serviranno almeno 3 milioni di euro. Dopo il nostro video la Regione Abruzzo si sta muovendo ed è notizia di oggi che hanno trovato i soldi”.

Sempre dopo una loro segnalazione, “4 milioni di euro saranno destinati agli impianti sportivi di Acquasanta, Centi Colella e viale della Croce rossa – continua – Per lo scalo di Preturo, invece, mi avevano invitato all’inaugurazione (che dopo lo stop del ministero non ci sarà, ndr)”.

“Anche il sindaco ci appoggia – puntualizza – ma vuole vedere di che pasta siamo fatti”.

Proprio a Cialente, i RivAq hanno fatto una richiesta, negata, per terene una manifestazione di inaugurazione del movimento, con l’intenzione di istituire un comitato di cittadini partecipanti, “ma se il comune non ci dà la disponibilità il movimento non si può fare”.

Almeno virtualmente, hanno aderito al gruppo su Facebook non solo aquilani ma anche persone residenti in molte altre città d’Italia, dalla Lombardia alla Calabria, “è per noi grande motivo di orgoglio”.

“Ancora non abbiamo un programma ben definito – spiega Piccirilli – in questo momento ci stiamo muovendo con video denuncia, in futuro potremo anche svilupparci dal punto di vista politico-pratico, organizzando manifestazione e creando movimenti sociali”.

“Noi siamo i giovani – conclude – noi dobbiamo far cambiare le cose”.