L’AQUILA – La Provincia dell’Aquila rischia il dissesto finanziario: presto dovrà pagare i debiti contratti e mai saldati con alcune aziende che hanno effettuato, per conto dello stesso ente, lavori di ristrutturazione e adeguamento sismico ad alcuni edifici scolastici di Avezzano e Sulmona.

Si tratta di interventi nell’ambito nel maxi appalto “scuole sicure” finanziato dal Cipe con oltre 220 milioni di euro, su una parte del quale si è originata un’inchiesta della repubblica dell’Aquila su escort e lavori di messa in sicurezza sismica per alcune strutture scolastiche della provincia, che ha portato in carcere l’ex direttore generale della provincia, Valter Specchio, e a 27 avvisi di garanzia.

Numerose sono le istanze milionarie di pagamento arrivate sul tavolo dell’amministrazione provinciale, alle quali la Provincia non ha mai dato risposta, i cui nodi ora stanno venendo al pettine.

Tra questi, c’è anche il procedimento civile, relativo a circa 3 milioni di euro, intentato presso il tribunale dell’Aquila dalla ditta Edilfrair di Gianni Frattale, da poco riconfermato presidente dell’Associazione costruttori edili della provincia dell’Aquila (Ance), per esigere il pagamento relativo ai lavori effettuati, oltre due anni fa, all’istituto all’Istituto commerciale  di Avezzano (L’Aquila).

Un intervento portato a termine a tempo di record, 130 giorni, anche con doppi turni, al termine del quale centinaia di studenti sono rientrati in una scuola più sicura.

Nell’ambito della prima udienza della causa civile per il pagamento di questa sostanziosa fattura presentata due anni fa, il giudice, Guendalina Buccella, ha confermato la provvisoria esecutività dell’atto di ingiunzione, questo in conseguenza all’opposizione dell’ente guidato dal presidente Antonio Del Corvo all’ingiunzione di pagamento.

Anche se la causa civile continua, ora la Edilfrair potrebbe procedere al pignoramento, qualora la Provincia dovesse continuare a non saldare le fatture.

All’ente furono assegnati 24 milioni di euro nel 2009 con il decreto 61 per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, ai quali furono aggiunti altri 30 milioni che erano già nelle casse della Provincia, derivanti dal ‘secondo programma stralcio’ che non erano stati spesi dalla precedente amministrazione.

Come denuncia lo stesso Frattale, nel corso di questi lunghi mesi la Provincia si è sempre trincerata dietro il blocco dei fondi deciso per l’inchiesta della procura.

“Ma tutto questo non c’entra niente perché noi abbiamo fatto lavori relativi ad appalti non finiti nelle indagini – tuona il costruttore ad AbruzzoWeb – Abbiamo provveduto a pagare i fornitori e i dipendenti per quei lavori ma non abbiamo più ricevuto risposte dal presidente, da direttore generale, dalla Giunta e dallo stesso Consiglio”.

“Questa grave vicenda ha mandato in sofferenza l’azienda che ha anticipato somme ingenti: così non si comportano amministratori avveduti”, conclude.

LA REPLICA DI DEL CORVO: “NESSUN RISCHIO PER L’ENTE”

“Nessuna situazione di rischio di dissesto per la Provincia dell’Aquila”, questa la replica in una nota del presidente dell’ente, Antonio Del Corvo.

“L’unico decreto ingiuntivo con provvisoria esecuzione ricevuto in questi giorni è quello della Edilfrair di Gianni Frattale. Nello specifico, è in corso il collaudo delle opere e, considerando che si tratta di fondi pubblici, la prudenza nella verifica è sempre una nostra priorità”, aggiunge.

“L’ente sta provvedendo a tutto quanto necessario per il pagamento delle somme corrette, tant’è che nelle more del giudizio in corso stiamo effettuando i pagamenti parziali, cercando di contemperare tutti gli interessi in campo, quali quelli delle aziende, dell’ente e dei cittadini”, dice ancora Del Corvo.

“Tengo a sottolineare – spiega Del Corvo – che i fondi a cui si fa riferimento non sono della Provincia dell’Aquila, quale soggetto delegato ma fanno capo all’Ufficio speciale per la ricostruzione, ergo il controllo è doppio”.

“Inoltre – prosegue il presidente – è da precisare che l’amministrazione provinciale ha già pagato due stati di avanzamento alla Edilfrair, comprendenti lavori di due società subappaltatrici con cui quest’ultima ha fatto i contratti e che evidentemente non ha provveduto a saldare per il lavori effettuati, visto che i due fornitori, a loro volta, hanno emesso decreti ingiuntivi nei confronti della Edilfrair: serietà richiede serietà”.

“Comunque, in merito alle false notizie sul presunto dissesto è stato dato mandato ai legali della Provincia al fine di tutelare gli interessi dei 310 mila cittadini”, conclude Del Corvo.