L’AQUILA – La diretta web istituzionale del consiglio regionale, ed anche le riprese televisive delle troupe giornalistiche, vanno in qualche modo gestite, ed epurate dai passaggi che possono gettare discredito sulla Regione, rimbalzando sui social network.
L’idea di una stretta è cominciata a circolare all’Emiciclo, sussurrata per ora da qualche consigliere di maggioranza, così assicurano i soliti ben informati, e seppure a margine, e informalmente, se ne è parlato anche in un Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale.
Ancora fresco nella memoria, del resto, l’episodio del 29 dicembre, che ha visto protagonista il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, immortalato a strattonare e sfilare la sedia a Sara Marcozzi del Movimento 5 Stelle che assieme agli altri consiglieri grillini aveva occupato gli scranni della Giunta, prima dell’inizio della seduta di approvazione della legge di bilancio.
Il video pubblicato dallo stesso Ufficio stampa nel canale Youtube del Consiglio, ha fatto subito il giro d’Italia, con 1 milione e mezzo di visualizzazioni, ed anche per questo l’episodio si è meritato ampio spazio sui quotidiani nazionali.
“C’era bisogno di rendere pubbliche quelle immagini, che nulla c’entravano con la normale dialettica democratica dei lavori d’Aula?”, si chiede ora qualche consigliere di maggioranza, che si guarda bene per il momento di rendere esplicito il suo intendimento “censorio”.
Del resto nella Camera e nel Senato, si osserva, i rispettivi presidenti hanno facoltà di interrompere la diretta video delle sedute, ed anche di cacciare le telecamere delle troupe televisive, se la situazione degenera oltre la decenza. Facoltà va detto in inciso che non ha impedito di immortalare e rendere di dominio pubblico risse e proteste memorabili che non hanno certo deposto a favore del prestigio delle istituzioni repubblicane.
Altro episodio che fa propendere per la stretta, l’episodio accaduto sempre in occasione dell’occupazione grillina degli scranni della Giunta, che ha visto protagonista questa volta il consigliere regionale Pd Camillo D’Alessandro. Un video registrato con il telefonino, lo ha immortalato mentre ha dato un buffetto al consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Domenico Pettinari, per fargli interrompere la ripresa. Il video è rimbalzato con migliaia di condivisioni su Facebook, e D’Alessandro è stato sommerso da insulti e minacce.
Insomma: la totale libertà di ripresa, si ragiona, rischia di alimentare la bagarre in aula, le proteste clamorose e spettacolari con il favore delle telecamere, che per sortire effetti hanno necessità di avere assicurata un’ampia platea di spettatori, e di essere date in pasto ai naviganti indignati contro i “politici ladri” e la “casta”.
Le leggi sulla trasparenza non pongono l’obbligo della diretta web dei Consigli regionali, ma solo di rendere accessibili on line al cittadino tutte le informazioni su quello che in aula accade in termini di produzione legislativa e dibattito. E infatti in altri Consigli regionali italiani la diretta web non è prevista. Pertanto nulla vieterebbe di fare come alla Camera e al Senato, o anche – ha suggeritio qualcuno – di mettere on line le dirette del Consiglio in differita, anche di poche decine di minuti, che consentirebbero in questo modo di operare veloci taglia e cuci, dei passaggi meno edificanti e poco graditi. Al fine di preservare il buon nome e il prestigio dell’istituzione.





