CHIETI – È rimasto per tutto il giorno davanti palazzo Chigi, in sciopero della fame, con la fascia tricolore sulle spalle e un cartellone appeso al collo.

La fatica è servita al sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, a ottenere un incontro con il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi che evidentemente non ha potuto ignorare la protesta tanto eclatante quanto ferma e decisa di un sindaco di un capoluogo di provincia.

Al ministro, il sindaco ha chiesto di posticipare la discussione sul riordino delle province all’ordine del giorno del vertice di questo pomeriggio.

Durante tutta la giornata nessuno è riuscito a far desistere il sindaco dalla protesta: neanche i poliziotti che questa mattina lo hanno avvicinato, ricordandogli che davanti all’ingresso di palazzo Chigi è vietato qualsiasi tipo di manifestazione, sono riusciti a fermarlo.

Troppo forte per lui la voglia di lottare per non far scomparire la provincia teatina, l’unica in Abruzzo, come aveva scritto sul grosso cartellone appeso al collo stile ‘uomo-sandwich’.

Dopo una lunga discussione con le forze dell’ordine, in cui è stata minacciata anche una denuncia a carico del sindaco teatino che però alla fine è stato solo schedato, Di Primio ha accettato di spostarsi dietro le transenne, pur rimanendo all’interno di piazza Colonna.

Nel frattempo da Chieti sono arrivati i soccorsi. Con tanto di mega striscione di sostegno già utilizzato in altre manifestazioni, si sono presentati gli assessori comunali Mario Colantonio e Roberto Melideo e i consiglieri comunali Emiliano Vitale, Marco Di Paolo, Palmerino Di Renzo e Gianni Di Labio.