L’AQUILA – Un nuovo Piano economico-finanziario che includa anche interventi diversi da quelli della manutenzione e messa in sicurezza antisismica, dove i margini di business sono limitati. Sarebbe l’obiettivo della società Strada dei parchi che dal 2001 ha la concessione delle tratte autostradali A24 e A25.

A svelarlo è stato il presidente della Regione Abruzzo e senatore del Partito democratico Luciano D’Alfonso, durante il fuorionda di un’intervista rilasciata a Report, il programma di Rai 3 condotto da Sigfrido Ranucci.

L’inchiesta del giornalista Luca Chianca sui “Signori delle autostrade” ha dato ampio spazio alla questione dei rincari scattati dal primo gennaio sulle autostrade che collegano Abruzzo e Lazio, sollevando l’ira di pendolari e amministratori.

“Lui dove vuole arrivare? In un nuovo piano economico e finanziario e non i lavori da fare, di manutenzione che rompono le p…e. I lavori grandi. Perché sono sottoposti a un diverso sistema di fiscalizzazione. Di guadagno, ma anche di fiscalizzazione. Perché lui comunque se lo fa pagare, se lo fa anticipare da un sistema bancario. I lavori, ma i lavori nuovi. Non la manutenzione, che è fastidio”, ha detto il governatore a Chianca, inconsapevole di essere registrato, e soprattutto mandato poi in onda.

La mancata approvazione del Pef, infatti, impedisce al concessionario delle due autostrade A24 e A25, la società Strada dei Parchi, di farsi finanziare dalle banche e avviare lavori che non siano di mera manutenzione, dove il guadagno sarebbe praticamente nullo.

Nell’intervista D’Alfonso ha precisato che la Regione ha previsto degli incentivi per agevolare i pendolari e poi ha lanciato una proposta: “Una parte dei soldi che Toto versa allo Stato per la concessione, torni nelle casse dell’autostrada per calmierare i pedaggi”.

“Un regalo a Toto”, ha incalzato il giornalista di Report, “No, questa è una misura a favore degli abruzzesi. Io poi lavoro per fare in modo che capiscano tutti che quel contratto del 2001 è sbagliato rispetto sia alla gestione che rispetto agli abruzzesi”, si è giustificato il presidente.

“Sì, ma è soprattutto una ciambella di salvataggio per Toto, visto che aumenterebbe il numero dei passaggi e dunque degli incassi. Perché oggi il numero dei pendolari è crollato proprio in virtù degli aumenti”, ha fatto osservare il giornalista. “Il ragionamento è questo: facendo avere i soldi a Toto, questi potrebbe permettersi di abbassare i pedaggi che incrementerebbero di conseguenza pure i guadagni. Tutto con soldi pubblici riuscendo a gratificare privato e pendolari”, ha spiegato ancora Chianca.

Nella puntata, poi, si è parlato dell’amicizia tra Carlo Toto e D’Alfonso, definito un “referente politico” per la società Strada dei parchi.

“Il pubblico ministero ha cercato per 53 volte di mettermi sotto accusa e ha perso sempre davanti all’autorità giudicante”, ha ricordato D’Alfonso.

Il giornalista ha anche voluto ricordare al governatore di alcuni viaggi pagati proprio dall’imprenditore.

“Io conosco questo e altri operatori economici della mia zona di provenienza da quando avevo sedici, diciassette anni, che facevamo anche le feste patronali e le collettività”, ha ribadito D’Alfonso, “ci sono momenti nei quali prevale la dimensione amicale, ci sono momenti nei quali c’è il ruolo pubblico e uno determina la coltivazione solo del ruolo pubblico. Io in quei momenti ho avuto una determinazione nei confronti di quella giornata di tempo libero di aderire ad un viaggio per esempio a Santiago di Compostela oppure siamo stati a Lourdes”.

Il conduttore Ranucci, ha chiuso il servizio con un filo di ironia: “Come non accontentare un amico così devoto spiritualmente”.

Non ha gradito D’Alfonso, che su Facebook ha scritto un post definendo i giornalisti di Report “mastri di s-montatura”.