PESCARA – Il Gip di Pescara Elio Bongrazio ha archiviato le denuncie presentate dall’allora capo della Squadra Mobile di Pescara Piefrancesco Muriana nei confronti di tre carabinieri forestali.
LA Procura di Pescara, ha dunque aperto un fascicolo per approfondire l’operato dello stesso Muriana
Muriana aveva ipotizzato falso ideologico e materiale da parte degli investigatori sulla tragedia di Rigopiano in merito alla vicenda delle telefonate verso la Prefettura di Pescara da parte di una delle vittime la mattina del 18 gennaio 2017.
Nel dispositivo di 4 pagine il giudice spiega che per il falso materiale “non esistono elementi per sostenere l’accusa”, e che “non vi è elemento alcuno vi che possa corroborare l’ipotesi dolosa delineata dal denunciante”.
Le perizie informatiche hanno quindi smentito le accuse di Muriana nei confronti del tenente colonnello Annamaria Angelozzi, il maresciallo Carmen Marinacci e l’appuntato Michele Brunozzi: non ci fu nessuna manomissione o falso nella trasmissione di documenti informatici.
Si apre ora il capitolo Muriana: l’ulteriore conferma è giunta dal decreto di archiviazione, nei confronti dei tre carabinieri forestali.
Il nuovo fascicolo, che vede indagato l’ex capo della Mobile, è frutto di un successivo esposto presentato dall’avvocato Monica Passamonti, che assiste il sottoufficiale dei forestali Michele Brunozzi, attraverso il quale si chiede di verificare se ci siano gli estremi per una ipotesi di favoreggiamento del reato di depistaggio da parte della Squadra Mobile.
Nel controesposto l’avvocato Passamonti osserva come, cinque giorni dopo la tragedia, la squadra Mobile di Pescara, all’epoca diretta da Muriana, ricevette la delega per svolgere approfondimenti sull’operato della Prefettura e per acquisire la documentazione relativa alla gestione dell’emergenza.
Passamonti sottolinea che il 24 e il 25 gennaio 2017, quando furono ascoltati i funzionari prefettizi, la Mobile venne a sapere dell’esistenza di un brogliaccio e di una serie di appunti della sala operativa sui quali erano annotate le segnalazioni di soccorso giunte in Prefettura.
Di conseguenza – viene evidenziato nell’esposto – il 27 gennaio Muriana scrisse alla Prefettura chiedendo i brogliacci, ma il 31 gennaio ricevette soltanto una nota con quattro relazioni allegate, nelle quali non si fece alcun cenno alla telefonata effettuata alle 11.38 del 18 gennaio, dal cameriere del resort Gabriele D’Angelo, che poche ore prima del disastro si rivolse inutilmente alla sala operativa della Prefettura per chiedere aiuto. Proprio il presunto occultamento di quella telefonata diede il via all’inchiesta bis per depistaggio.
Al riguardo Passamonti chiede di sapere come mai una volta ricevute le quattro relazioni prefettizie, prive dei brogliacci richiesti, la Mobile non sia tornata in Prefettura per acquisire la documentazione mancante, e di fare luce sul contenuto delle intercettazioni in cui il vice prefetto Angieri allude al fatto che Muriana abbia aiutato i funzionari a preparare quelle stesse relazioni.