SULMONA – Dovranno fare le valigie i quarantasette cittadini ucraini ospitati presso l’hotel Manhattan di Sulmona, uomini, donne e bambini arrivati in Italia per fuggire da una guerra che da quasi quattro anni sconvolge il loro Paese.

Lo ha deciso la Prefettura dell’Aquila che, con apposita ordinanza, ha disposto il trasferimento nelle altre strutture della provincia. La convenzione, per la loro permanenza in albergo, scade il 31 gennaio.

Diciassette persone nei sei nuclei familiari all’Aquila, quattordici in quattro nuclei familiari a Navelli e nove, in tre famiglie, alla Caritas di Avezzano.

“Avevano trovato una totale serenità, si sono inseriti, anche se con non poca fatica, nel contesto sociale, alcuni nel mondo del lavoro mentre i bambini nelle scuole e nelle varie attività extra scolastiche. Adesso saranno costretti a ripartire da zero”, sottolinea il direttore della struttura ricettiva, Maurizio Zaccardi, che si era appellato al commissario prefettizio, Ernesta D’Alessio e alle forze politiche per evitare il trasferimento.

“Il desiderio comune è quello di avere ancora la possibilità di essere accompagnati in un percorso di integrazione e di inserimento sociale che, sia sta rivelando più fruttuoso e proficuo di quello pensato all’inizio; infatti, per molti ospiti, la condizione di ospitalità all’interno di un hotel altamente qualificato in termini di offerta e servizi, ha permesso di immaginare un futuro diverso sul territorio attuale che potrebbe prevedere, in futuro, un definitivo trasferimento”, osserva ancora Zaccardi.

Entro giovedì i rifugiati lasceranno la struttura.

Sulla vicenda dei rifugiati ucraini, con ordinanza del 24 dicembre scorso, il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, ha disposto la sospensione di tutte le procedure esecutive avviate dall’Agenzia delle entrate-riscossione nonché il “tempestivo e integrale pagamento delle somme dovute” chiedendo al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, in  qualità di commissario delegato, di provvedere entro il 31 gennaio 2025 “agli adempimenti” attingendo alle “risorse finanziarie disponibili sulla contabilità speciale istituita al fine di fronteggiare le conseguenze del contesto emergenziale”.

Questo perché diversi hotel non riceverebbero nessun rimborso dal primo giugno 2023, una situazione che ha già messo in difficoltà diverse strutture ricettive e, si legge nell’ordinanza, “ciò ha comportato tempistiche di erogazione delle relative risorse finanziarie dilazionate nel tempo, facendo emergere situazioni di criticità nella gestione di alcune strutture alberghiere convenzionate, con effetti sulle attività di competenza delle predette strutture nel quadro delle misure in materia tributaria richiamate in premessa”.