PESCARA – Il sostituto procuratore pescarese Anna Rita Mantini ha interrogato come persone informate sui fatti Romano Malavolta junior, ex presidente del Teramo Calcio, e sua moglie sugli immobili venduti all’assessore regionale sospeso alla Sanità, Lafranco Venturoni, agli arresti domiciliari assieme al “ras” dei rifiuti Rodolfo Di Zio nell’ambito dell’inchiesta “rifiutopoli”.
Due le trattative che sono finite sotto l’occhio della Procura, per un valore complessivo di oltre 1,8 milioni.
La prima riguarda la vendita dell’ufficio teramano di Malavolta alla Opi spa di Intesa San Paolo, che lo affitta alla Team, presieduta proprio da Venturoni. Lì viene posizionata la sede di due società, la stessa Team e la Team Tec, quest’ultima creata con il socio privato Di Zio per costruire il bioessicatore, progetto che ha dato origine a rifiutopoli.
Si tratta di un ufficio di lusso, 380 metri quadrati in via Delfico con vista sul Duomo, che però è ipotecato dalla Tercas. La Opi lo paga 1,2 milioni e l’ipoteca viene estinta, ma secondo la Procura l’immobile è stato sottovalutato.
La seconda operazione immobiliare sospetta non viene seguita direttamente da Malavolta, alle prese con una malattia, ma dalla moglie.
Questa volta a Venturoni vengono venduti due appartamenti, si più livelli, nel castello Della Monica, per complessivi 270 metri quadrati.
Il costo viene limato da 671 a 661 mila euro, dei quali però solo 60 mila in contanti: il resto del pagamento è l’accollamento di un mutuo ipotecario sempre presso la Tercas sull’abitazione di Malavolta. Venturoni lo estingue in appena un mese, con versamenti di 50 mila euro.
Anche in questo caso la Procura sostiene che l’alloggio è stato pagato troppo poco, visto che solo la ristrutturazione sarebbe costata 1,2 milioni.
Insomma, quello che gli investigatori vogliono capire è se esiste un fondo pagato in nero da Venturoni.
Accusa che Malavolta ha smentito davanti al magistrato, affermando di aver pagato sette anni prima 1 miliardo e 200 milioni per quella casa, all’incirca la stessa somma a cui l’ha rivenduta.





