L’AQUILA – “Chiodi e il centro-destra, nonostante il funambolismo verbale con cui riescono a trasformare gli inceneritori in termovalorizzatori, le idee chiare ce l’hanno e sentono la necessità di aggiornare/adeguare le scelte programmatiche di alcuni segmenti del complesso e articolato ciclo dei rifiuti”.

Lo dichiara, in una nota, il consigliere regionale abruzzese dei Verdi Walter Caporale. La delibera n.611 del 2 novembre 2009 (Linee di indirizzo per l’aggiornamento della normativa regionale in materia di gestione di rifiuti”), fa notare l’esponente dell’opposizione, “individua la provincia di Teramo come ‘area maggiormente vocata’ per la localizzazione dell’inceneritore. Infatti, essendo ben al di sotto di tale percentuale la raccolta differenziata nelle altre province, a questo impianto avrebbero conferito il loro combustibile derivato dai rifiuti (Cdr), le cosiddette ecoballe. Un meccanismo perverso per dire no alla differenziata e sì al grande business che ruota intorno a questi impianti, tanto grandi quanto dannosi per la salute dei cittadini. Il resto è cronaca giudiziaria”.

Per Caporale “occorre chiarezza anche sugli impianti a biomasse, di cui sono in corso o si sono appena concluse procedure autorizzative per la costruzione di centrali a L’Aquila e Avezzano (L’Aquila). Piccoli impianti, non superiori a un megawatt, possono innescare un circolo virtuoso per il risparmio energetico.

In questi casi, come avviene in molte Regioni dell’Ue, il combustibile viene reperito (conferito) dalle attività agricole e forestali del territorio in cui essi sono localizzati, in un raggio che generalmente non supera i 30-50 chilometri. Questi piccoli impianti sono agevolati da certificati verdi che riducono i costi fiscali nei primi due anni di attività. Ben altra riflessione meritano i grandi impianti in ordine al reperimento del combustile. Il problema è che sia gli impianti piccoli sia i grandi impianti spesso subiscono metamorfosi passando dall’alimentazione con fonti rinnovabili a quella con Cdr, trasformandosi in inceneritori.

“Non permetteremo che l’Abruzzo diventi la Regione ‘Parco degli inceneritori’ e delle malattie, per cui abbiamo richiesto gli atti al Settore energia della Regione per vedere quali siano le caratteristiche degli impianti che si vogliono costruire in Abruzzo”.