ROMA – Continua a Roma la corsa contro il tempo per scongiurare, dopo il maxi rogo che ha messo fuori uso il Tmb Salario, una nuova emergenza rifiuti. Mentre è già sul piatto una soluzione tampone per smistare nell’immediato l’immondizia smaltita nel Tmb all’interno di diversi impianti della Capitale e del Lazio, già si pensa a soluzioni più strutturate dall’inizio del prossimo anno, per evitare il temuto caos sacchetti per strada.
Così se Virginia Raggi rinnova l’appello a Comuni e Regioni d’Italia a farsi avanti per dare una mano alla Capitale nel momento del bisogno, dall’Abruzzo arriva un sì ‘condizionato’. Dalla notte dell’incendio sulla via Salaria, in Campidoglio tutte le energie sono concentrate sulle soluzioni da mettere in campo per fronteggiare la crisi sul fronte dei rifiuti.
Il nodo dell’immondizia della Capitale, come riporta l’Ansa, vede impegnati da giorni al fianco del Comune, anche la Regione Lazio e il ministro Sergio Costa che – dopo essere intervenuto con un appello al resto d’Italia per accogliere le circa 700 tonnellate quotidiane di rifiuti che finivano al Salario – sta seguendo da vicino e di persona l’evolversi della vicenda.
Un’apertura a supportare la Capitale, seppure condizionata, arriva dall’Abruzzo, cui l’Ama ha chiesto la proroga dell’accordo in scadenza a fine mese per portarvi alcuni quantitativi di rifiuti.
“Non sbattiamo la porta in faccia a nessuno, vogliamo essere solidali, ma posso prendere in considerazione di fare la nostra parte solo in presenza di una richiesta dell’organo politico del Comune di Roma, e cioè della sindaca o di un assessore”, fa sapere il presidente vicario della Regione Abruzzo, Giovanni Lolli.
“Sono quattro anni che riceviamo rifiuti da Roma, nell’anno in corso, alla luce dell’emergenza, siamo arrivati a 79mila tonnellate – spiega con decisione Lolli -. Francamente, vorremmo che questa cosa avvenisse nella massima trasparenza e alla luce del sole. Se non me lo chiede ufficialmente e formalmente il Comune di Roma, non attivo nessuna procedura”.
Oltre all’aspetto politico, il governatore vicario del Pd pone anche altre condizioni: “Ovviamente, qualora il Comune di Roma me lo chiedesse, abbiamo già valutato tecnicamente come la cosa sia possibile, deve essere chiaro che noi sempre a seguito di una richiesta formale, siamo in grado di farci carico di una quota di trattamento ma non siamo assolutamente in grado di farci carico dello smaltimento – continua Lolli – Le nostre discariche sono capienti per i rifiuti dell’Abruzzo per i prossimi anni, invece, sui nostri impianti di trattamento è possibile ragionare e, ripeto, a seguito una istanza formale, una condizione che è poi l’occasione per aprire una interlocuzione con il Comune di Roma a proposito dell’arrivo dei bus dall’Abruzzo alla stazione Tiburtina e non, come paventato, all’Anagnina”.
“Sconcerto e anche un po’ di irritazione” trapela dal ministero all’Ambiente “per l’atteggiamento di chi potrebbe aiutare i cittadini della capitale e ne fa campagna elettorale”.
Intanto, a macchia di leopardo in città ricominciano a fare capolino cumuli di rifiuti in strada, cui l’Ama sta cercando di far fronte con interventi supplementari nei casi di necessità.
Per il segretario della Fp Cgil, Natale Di Cola, ora “serve un atto di realismo della sindaca Raggi perché quanto avvenuto martedì ha creato una situazione eccezionale che merita risposte straordinarie. Proclami lo stato di emergenza per i rifiuti, lo strumento migliore per trovare soluzioni temporanee per aiutare azienda. Il tempo scorre e più passano i giorni più si avvicina la crisi”.





