PESCARA – “Esprimo vicinanza e solidarietà a Venturoni, ai colleghi senatori Di Stefano e Tancredi e al sindaco Brucchi. Le Procure abruzzesi dell’Aquila e di Pescara hanno intrapreso tra loro una vera e propria gara a caccia degli uomini del Pdl, sostituendo i fatti con fantasie”.

Lo dichiara, in una nota, il senatore Andrea Pastore (Pdl), componente della commissione bicamerale Antimafia. “Si sono alzati in volo gli avvoltoi del centrosinistra, sperando di sentire odore di cadaveri eccellenti. Dopo il flop dell’inchiesta aquilana sull’assessore Stati (comunque dimessa dalla sua carica ‘manu militari’) e di quello su Abruzzo Engineering, tocca a un galantuomo qual è l’assessore Venturoni provare l’umiliazione di una pena restrittiva, proprio lui impegnato a rivoluzionare, con il presidente Chiodi, e con l’intero centrodestra, la Sanità abruzzese, vero cancro del sistema Abruzzo”.

“Si vuole forse che anche Venturoni tolga il disturbo? – si chiede Pastore -. Mi auguro che quella parte della magistratura abruzzese più responsabile consideri che, così operando, si rischia di disonorare chi senza colpe esercita il mandato politico, ma anche di rinviare sine die il momento in cui l’Abruzzo potrà riprendere il cammino dello sviluppo”.

“Si faccia presto – aggiunge –  a chiarire i fatti contestati agli inquisiti, ma sin da ora posso testimoniare che il presunto favore ricevuto da Forza Italia per la locazione della sua vecchia sede di Pescara è assolutamente inesistente e sarebbe stato facilissimo verificarne l’infondatezza con un semplice accesso di polizia giudiziaria”.

“Se di questo livello – conclude Pastore – sono anche gli altri fatti contestati, credo che l’inchiesta non abbia le gambe per camminare e che il centrodestra, in primis il presidente Chiodi, dovranno continuare, senza tentennamenti o esitazioni nel percorso intrapreso”.