L’AQUILA – “Ci troviamo a gestire un territorio complesso, un comune esteso per ben 478 chilometri quadrati, rispetto ai 25 chilometri quadrati di Pescara e paghiamo un surplus di conferimento irregolare di rifiuti indifferenziati dai cantieri della ricostruzione e da cittadini poco sensibili, di ben 5mila tonnellate, ma il nostro obiettivo è arrivare comunque nel più breve tempo possibile al 65% di racconta differenziata, grazie agli investimenti che auspico saranno possibili con il Pnrr e con interventi già in corso, come la collocazione di ben 20 isole ecologico e la rimozione dei cassonetti stradali”.
Questa, in estrema sintesi le affermazioni ad Abruzzoweb di Lanfranco Massimi, dall’agosto 2019 presidente dell’Asm, la municipalizzata dei rifiuti del Comune dell’Aquila, in riferimento ai dati poco lusinghieri dell’Osservatorio Abruzzo, aggiornati al 2021, secondo cui la regione è quasi il 65% dei rifiuti urbani viene differenziato, a fronte di una media nazionale del 63%. Tuttavia sono ampi i divari interni. E a spiccare è l’enorme divario tra i quattro capoluoghi: Chieti eccelle al 71,16% di differenziata, Teramo segue al 69,55%. Mentre indietro, molto indietro, ci sono Pescara, con 47,68% e soprattutto L’Aquila, con solo il 39,03%. La Asm comunica ad Abruzzoweb che ora la raccolta differenziata è arrivata al 42%.
Ad intervenire, interpellato anche lui da questa tesata, è anche l’assessore comunale con delega ai Rifiuti, Fabrizio Taranta, della Lega, che detiene la carica dal 2017, e riconfermato dopo le elezioni del giugno scorso: “il dato lo abbiamo alzato di 2 o 3 punti percentuale, rispetto al monitoraggio effettuato nel 2021, ma L’Aquila, rispetto ad altri comuni, paga comunque l’enorme estensione territoriale, la raccolta differenziata porta a porta, ad esempio, ha costi notevoli, e funziona bene ed è sostenibile economicamente dove le abitazioni sono concentrate in spazi ridotti, qui da noi si devono percorrere chilometri e chilometri per effettuare piccoli ritiri in frazioni e abitati molto distanti tra loro”.
Tornando ad analizzare i dati: la provincia di Chieti raggiunge la soglia delle regioni prime in classifica. Nel chietino quasi tre quarti dei rifiuti urbani vengono differenziati (74,55%). Segue la provincia di Teramo (68%), mentre livelli più contenuti si registrano nella provincia dell’Aquila (61,87%) e nel pescarese (54,05%).
Considerando i comuni non capoluogo con oltre 25mila abitanti, superano il 70% di differenziata Avezzano (77,16%), Lanciano (76,41%), Vasto (74,51%) e Roseto degli Abruzzi (70,04%). Quota poco inferiore per Francavilla al Mare (68,48%), mentre più distante Montesilvano (35,04%).
Per quanto riguarda gli altri comuni, si trovano tutti in provincia di Chieti quelli dove la quota di raccolta differenziata raggiunge i livelli più elevati. Nei territori di Villa Santa Maria, Santa Maria Imbaro e Borrello si supera il 90%. Ma anche a Crecchio, Palena, Filetto e Gamberale la quota è di poco inferiore.
Sono 49 i comuni abruzzesi in cui la differenziata raggiunge l’80%. Di questi, ben 39 – cioè quasi 4 su 5 – appartengono alla provincia di Chieti.
Si trovano tutti nell’aquilano, invece, i territori dove si differenziano meno gli scarti. Tra questi spiccano i tre comuni dell’Alta valle dell’Aterno: Campotosto (2,25% di raccolta differenziata nel 2020), Montereale (8,12%) e Capitignano (11,8%).
Dati che non sottovaluta Massimi, avvocato aquilano e noto in città anche per i suoi prestigiosi trascorsi rugbistici, subentrato alla guida dell’Asm a Paolo Federico, sindaco di Navelli.
“Viviamo un problema annoso – spiega il presidente -: quello degli abbandoni indiscriminati di rifiuti non differenziati che provengono sia dai tanti cantieri della ricostruzione ma anche da cittadini delle frazioni che si disfano dei loro rifiuti tal quali nei cassonetti stradali del capoluogo. I cantieri dovrebbero effettuare in realtà un conferimento corretto, e previsto dalla legge, proprio dei rifiuti catalogati come ‘residuo di cantiere’, ma questo purtroppo non sempre avviene, abbassando notevolmente la nostra quota di raccolta differenziata. A questo proposito la nostra azienda sta conducendo, in accordo con le forze dell’ordine, campagne di controllo per prevenire e stroncare queste condotte illegittime”.
Altra misura su cui fa affidamento Massimi è “l’imminente collocazione di 20 isole ecologiche concentrate nei punti più abitati del centro storico ed anche nelle frazioni, in particolare in prossimità delle vie di comunicazione più trafficate, perché questo aumenta il conferimento dei cittadini che possono fermarsi con l’automobile. Poi progressivamente queste isole saranno riservate ai cittadini residenti”.
Aggiungere assessore Taranta: “il Comune dell’Aquila ha raccolto e gestito in vari modi il servizio rifiuti: con il porta a porta, con i punti di conferimento di prossimità, ed anche con le prime isole informatizzate come quelle del mercato, del Torrione e di via Duca degli Abruzzi. Per evitare il conferimento indiscriminato di rifiuti indifferenziati stiamo man mano rimuovendo tutti i cassonetti della raccolta stradale preesistenti. L’abbiamo già fatto a Sassa, e infatti lì la raccolta differenziata è aumentata in breve tempo, a breve lo faremo a Pile e a Monticchio, e al posto di quei cassonetti ci saranno piccole isole ecologiche, calibrate per quattro o cinque utenze, a disposizione dei residenti nell’immediata prossimità”.
C’è poi un progetto da ben 18 milioni di euro che ha avuto l’ok dal Comune dell’Aquila ed elaborato dalla stessa Asm, a valere sui fondi del Pnrr.
“Un progetto molto ambizioso – assicura Massimi -, che prevede un sistema di raccolta differenziata diffusa su tutto il territorio comunale, ma soprattutto diversificata a seconda delle caratteristiche di ciascun territorio soprattutto in base alla densità di popolazione. Dove è molto alta e concentrata in uno spazio limitato, la soluzione non potrà che essere quella della raccolta porta a porta, altrove si opterà per isole ecologiche condominiali, e investendo importanti risorse anche per i cosiddetti cassonetti intelligenti, con conferimento possibile solo con il codice fiscale o una card”.





