CHIETI – Il ‘niet’ ai rifiuti pescaresi nella discaricha Chietina di Casoni, arrivato ieri dal sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, al termine dell’incontro con il collega di Pescara, Luigi Albore Mascia, non basta ai partiti d’opposizione e nemmeno ad alcune formazioni della sua maggioranza.

Tanto è vero che è stato depositata la richiesta ufficiale di un Consiglio comunale straordinario sulla questione a firma del Partito democratico, della Federazione della sinistra, dell’Italia dei valori, della lista civica “Chieti per Chieti”, ma anche dell’Unione di centro e di Futuro e libertà.

Gli esponenti di tutti questi partiti hanno animato un’affollata conferenza stampa per spiegare le proprie posizioni a riguardo: critica netta da parte dell’opposizione (Pd, Fds, Idv e “Chieti per Chieti”) all’operato di Di Primio da un lato, dall’altro il desiderio di veder rafforzata la contrarietà con un Consiglio comunale unitario, espresso da Udc e Fli.

Quindi, se per l’opposizione Di Primio sulla questione “mente oppure è stato preso in giro”, per gli altri due partiti la posizione del sindaco, da sola, non è comunque da ritenere efficace.

Fin qui il dato politico. Per quanto riguarda il merito bisogna ripartire dalla posizione di Alessandro Marzoli (Pd) il primo a tirar fuori la questione, grazie alle sollecitazioni del coordinatore regionale dei giovani dell’Italia dei valori Giampiero Riccardo.

Secondo Marzoli, nonostante il no secco del sindaco, ci sono “rumors” per cui tra due settimane potrebbero arrivare a Casoni i primi rifiuti del Pescarese.

“Vorremmo – ha detto il consigliere del Pd – che le dichiarazioni di ieri del sindaco fossero confermate, ma se arriva anche un solo sacchetto di immondizia da Pescara sarà chiaro o che il sindaco ha mentito ai cittadini oppure che si è fatto prendere in giro, in entrambi i casi ne chiederemo le immediate dimissioni. Noi comunque, perché ciò non accada, siamo pronti alla battaglia, anche fisica”.

Per il capogruppo della Fds, Riccardo Di Gregorio, non è vero che si tratta di una situazione di emergenza, perché da oltre sei mesi si sapeva che la discarica pescarese di Colle Cese fosse in grave difficoltà.

Rincara la dose su questo tema Riccardo (Idv), per cui la situazione di emergenza è stata “costruita ad arte, partendo da Teramo nel 2006, infettando Pescara, che ha dovuto accogliere i rifiuti del teramano, e ora anche Chieti. E tutto questo nel più totale immobilismo. Una situazione di immobilità che fa comodo perché l’immobilismo del pubblico ha generato il business dei rifiuti e lascia al privato libertà di decidere il prezzo e il luogo dove portare i rifiuti”.

“Crediamo che la responsabilità dell’emergenza rifiuti ricada su determinate scelte regionali – ha detto il capogruppo Udc Alessandro Giardinelli – dove noi siamo all’opposizione. Apprezzo ciò che ha detto il sindaco ieri e anche la posizione dell’assessore provinciale al ramo Caporrella e mi aspetto che il consiglio straordinario si chiuda con un’unità d’intenti da parte di tutte le componenti politiche che dia più forza all’opposizione del sindaco”.

Il consigliere comunale Silvio Tavoletta ha infine fatto sapere che un ordine del giorno speculare a quello di Marzoli contro i rifiuti del pescarese a Casoni è stato presentato in consiglio provinciale anche dal consigliere provinciale di Fli Luigi D’Alonzo.