L’AQUILA – Tutti assolti i cinque imputati ritenuti responsabili, a vario titolo, dell’abbandono di rifiuti speciali all’ex ospedale San Salvatore dell’Aquila.

Marcello Vivarelli, titolare di un’impresa di sgombero locali, Paolo Parisse, suo dipendente, Antonello Tursini, dirigente della Asl, Gianfelice Nardecchia e Claudio Moraschi, dipendenti dell’azienda sanitaria, erano finiti nei guai al termine di una indagine della procura del 2011 dopo un accertamento della Guardia di Finanza che aveva scoperto e sequestrato un’area di circa 1000 metri quadrati trasformata in discarica con materiali abbandonati abusivamente dall’impresa incaricata dalla Asl all’interno del nosocomio dismesso.

Tra i materiali scoperti c’era di tutto: pneumatici, eternit, batterie esauste, materiali di risulta, ma anche macchinari e apparecchiature ospedaliere, sostanze in polvere, perfino liquidi ospedalieri, provenienti anche dal reparto di Medicina nucleare, che sono da ritenere altamente inquinanti e quindi insidiosi per la salute se non maneggiati secondo i prescritti protocolli.

Gli imputati sono stati dai legali Gian Luca Totani, Angelo Colagrande, Attilio Cecchini, Gianmatteo Riocci e Francesco Valentini.