L’AQUILA – Bando per il “concorsone” a inizio settembre e tre-quattro mesi per valutare quanto costerebbe ricostruire le seconde case anche fuori dal centro storico dell’Aquila.

Ennesima visita nell’Aquilano del ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca che ha raggiunto la frazione di Roio accompagnato dal direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici per l’Abruzzo, Fabrizio Magani e dal critico Vittorio Sgarbi, quest’ultimo arrivato a Roio dopo una perlustrazione nel centro storico terremotato della frazione di Arischia insieme all’ex collaboratrice per la struttura commissariale di Luciano Marchetti, Andreina Pellegrini.

Una visita dovuta alla situazione delle seconde case delle frazioni e dei comuni aquilani, escluse dalla cosidetta ‘legge Barca’, il maxi emendamento al decreto crescita del governo Monti.

”SECONDE CASE? IN TRE MESI VEDREMO QUANTO COSTA”

Il ministro ha avuto modo di visitare l’interno dello scheletro di Villa Palitti, ex palazzo Palitti, dimora storica che, con la normativa attuale, in alcune parti rischierebbe di non essere ricostruita.

Al gruppone si è aggiunto un trafelato Daniele Kihlgren, l’imprenditore ‘salva-borghi’ che ha tirato fuori dal dimenticatoio e dalla rovina, fra gli altri, la ‘perla’ Santo Stefano di Sessanio (L’Aquila).

“Villa Palitti è vincolata e rientra pienamente nei palazzi coperti da contributi pubblici – ha affermato Barca al termine della visita – ma vedendola si capisce perché viene la voglia di visitare questi posti. Si deve capire sempre se i valori di contributo previsti sono adeguati, se in tutti i casi è necessario intervenire. In un mondo ottimale, che non è quello in cui viviamo, in un mondo illuminista, sarebbe il caso di affidare a un qualche soggetto la discrezionalità di decidere palazzo per palazzo quali sono i valori”.

“Ma in un Paese conflittuale come il nostro – ha aggiunto – alla fine ti ritrovi per vedere tutto impugnato e la ricostruzione dell’Aquila finisce al prossimo secolo. Questo obbliga le autorità a fare scelte di automatismi, non fessi, ma fatti e applicati con intelligenza. Per un palazzo come Villa Palitti si può riconoscere un valore unitario di contributo pubblico e poi, nell’attuazione, fare le cose che vanno fatte e altre che vanno evitate”.

“Su questo punto non voglio sottrarmi – ha detto Barca ai cronisti – Ci sono strutture, in questo caso sono pertinenze di una struttura vincolata, mentre altre non hanno questa caratteristica, che in questo momento non sono coperte se fuori dal centro storico dell’Aquila, per il quale è stata riconosciuta questa possibilità, e sono fuori dalla possibilità di contributo pubblico”.

“Questo a oggi – ha aggiunto – Valuteremo, questo ci siamo detti con l’ingegner Mancurti del dipartimento della Presidenza, qual è l’entità del patrimonio, quali sono i valori in ballo: in un Paese che ha una situazione economica particolare prima di tutto bisogna capire quant’è”.

Prima di decidere a eventuali aperture sulla ricostruzione delle seconde case, insomma, il ministro si attende la stima dei costi complessivi che avrebbe.

“All’Aquila lo sapevamo – ha proseguito – l’abbiamo fatto non solo perché abbiamo riconosciuto il valore paesaggistico complessivo e perché non potevamo lasciare buchi, ma anche perché sapevamo quant’era. Alla ragioneria generale dell’Economia ho potuto rispondere ‘non vi preoccupate, non ha fatto saltare i conti’. Quando sapremo, mi auguro tra tre o quattro mesi con la ricostruzione ordinaria, il quadro, potremo valutare se e come affrontare problemi come quelli che oggi mi sono fatti vedere”.

”CON CIALENTE TUTTO OK”

La sottolineatura dell’assenza del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha fatto sorridere Barca, il quale ha voluto chiarire lo stato dell’arte sul ‘concorsone’.

“I rapporti con Massimo vanno splendidamente – ha assicurato – Ieri ci ha inviato la delega sulle 300 assunzioni in due ore, c’è una straordinaria collaborazione con lui. Non dobbiamo per forza trovarci insieme negli stessi posti! Non ci sono ritardi, anzi, c’è un’accelerazione”.

“Sui giornali – ha proseguito rivolgendosi ai cronisti presenti – avete letto che il governo è preoccupato perché abbiamo fatto un sacco di norme e abbiamo una montagna di ordinanze della presidenza del Consiglio e di regolamenti di approvare. L’intesa con L’Aquila e i comuni l’abbiamo fatta sette giorni dopo la norma. Gli uffici speciali e il concorso, che andrà in bando entro l’inizio della prossima settimana, devono essere pronti entro la fine dell’anno”.

Dopo Roio, il gruppone ha fatto visita a Carapelle Calvisio (L’Aquila) e poi all’Aquila palazzo Ardinghelli e altri beni culturali.

”CONCORSONE, I PRIMI DI SETTEMBRE IL BANDO”

“Entro lunedì, ne sono certo, perverranno come già avvenuto per L’Aquila, le delibere di tutti i Comuni dell’area del ‘cratere’ che delegano alla Commissione interministeriale Ripam lo svolgimento della procedura concorsuale. A inizio settembre sarà quindi pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando di concorso”.

Così Barca ha commentato il completamento dei lavori di predisposizione del bando che, come previsto dai commi 5 e 6 dell’articolo 67 ter del D.L. 22 giugno 2012 n. 83 (Gestione ordinaria della ricostruzione), porterà nell’area del “cratere” aquilano all’assunzione di 300 unità di personale a tempo indeterminato, necessarie alla gestione ordinaria della ricostruzione, con l’ormai celebre “concorsone”.

SGARBI, ”NON RECUPERARE VILLA PALITTI E’ DELITTO CONTRO LA CIVILTA”’

“Denuncerò tutti quelli che hanno abbattuto senza motivo i beni culturali, cosa che è avvenuta a Sant’Agostino, vicino Ferrara, dove ho assistuto all’abbattimento del municipio. E’ stata un’opportunità meramente politica, non una necessità. L’ha deciso il sindaco, uno che dovrebbe essere arrestato. Anche ad Arischia sono stati abbattuti edifici che invece potevano essere recuperati. Il modello deve essere quello di Santo Stefano di Sessanio, che poteva e potrà essere applicato ai borghi da recuperare. La parte superiore di quest’area a Roio ha degli edifici criminali, costruiti negli anni ’60 e ’70 che sono molto peggio del terremoto. Pensare che costruzioni come Villa Palitti, che rischiano di non essere recuperate perché hanno pertinenze che non rientrano nei finanziamenti per i beni vincolati e per le prime case è un delitto contro la civiltà”.

Questo il duro commento di Vittorio Sgarbi al termine della visita a Villa Palitti, a Roio. 

“A Salemi, dove ero sindaco – ha aggiunto – spesso sono stati buttati giù edifici storici per tirare su scheletri di opere mai compiute come quello che si vede qui davanti a Villa Palitti. Questa è una barbarie peggiore del terremoto. Ho sempre detto, rispetto ai governi Berlusconi e Monti, che L’Aquila doveva essere, per uno Stato, la priorità assoluta”.