L’AQUILA – Ancora un giorno di attesa per la decisione sulla rimessione in libertà di Carlo Ciotti, imprenditore aquilano finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta nota come “Ricostruziopoli”.

L’indagine della procura della Repubblica dell’Aquila ha portato alla luce una presunta truffa da circa 500 mila euro sui lavori della ricostruzione leggera post-sisma, che secondo l’accusa sarebbero stati gonfiati.

Oggi si aspettava il verdetto del giudice per le indagini preliminari del tribunale del capoluogo, Giuseppe Romano Gargarella, ma, secondo quanto appreso dall’avvocato di Ciotti, Ferdinando Paone, ci sarà da aspettare ancora un giorno.

Ore febbrili anche perché dal ritorno in libertà o meno del costruttore dipendono anche gli esiti di 29 cantieri di ricostruzione pesante, di abitazioni classificate “E”, per complessivi 6 milioni di euro.

Una novità nell’inchiesta è anche che il parere della procura sulla revoca dei domiciliari è negativo, mentre nei giorni scorsi sempre da fonti legali sembrava che il pubblico ministero Antonietta Picardi potesse acconsentire alla richiesta inoltrata l’altro ieri, al termine dell’interrogatorio di garanzia del principale indagato.