L’AQUILA – Circa due ore è durato l’interrogatorio di garanzia di Carlo Ciotti, l’imprenditore di 52 anni dell’Aquila finito agli arresti domiciliari la scorsa settimana nell’inchiesta ribattezzata “Ricostruziopoli”.
Ciotti è accusato di truffa e falso ed è indagato assieme ad altri 13 tecnici e 29 tra proprietari e amministratori di condominio (43 in totale) con l’ipotesi che abbia gonfiato le fatture dei lavori di ricostruzione svolti per conseguire un indebito arricchimento a spese dello Stato per quasi 500 mila euro.
Oltre alla misura cautelare, il gip ha disposto il sequestro preventivo di alcuni conti correnti bancari, di un immobile a Pescara e di mezzi e terreni per un valore complessivo che sfiora il mezzo milione di euro.
Il costruttore è difeso dall’avvocato Ferdinando Paone, che ha richiesto l’incidente probatorio, accordato, e la revoca degli arresti domiciliari, su cui il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Romano Gargarella dovrà decidere.
<span style=’13.00 – QUASI DUE ORE DI INTERROGATORIO, CHIESTA REVOCA DOMICILIARI
Dopo quasi due ore di interrogatorio Ciotti è uscito dall’aula C del tribunale dell’Aquila, sempre accompagnato dall’avvocato Ferdinando Paone.
La difesa ha chiesto l’incidente probatorio e la procura ha accettato.
Il legale, inoltre, ha richiesto per il suo assistito la revoca della misura cautelare, su questo il Gip Gargarella si è riservato di decidere, forse anche in giornata.
<span style=’10.47 – CIOTTI ARRIVA IN PROCURA
Carlo Ciotti è arrivato da alcuni minuti in procura insieme al suo legale di fiducia, l’avvocato Paone.
L’imprenditore è atteso dal gip Giuseppe Romano Gargarella e dal pm titolare dell’inchiesta Antonietta Picardi per l’interrogatorio di garanzia.



