L’AQUILA – L’ennesimo provvedimento che stanzia fondi per il Comune dell’Aquila, e il sindaco di Villa Sant’Angelo non ci sta.

Dopo la decisione odierna della Giunta regionale, su proposta dell’assessore allo Sport, Carlo Masci di destinare 3 milioni di euro per la  ricostruzione di infrastrutture sportive sul territorio aquilano, Pierluigi Biondi (nella foto) ha fatto sentire la sua voce.

Lo ha fatto tramite una lettera in cui esprime le sue amare riflessioni sulla situazione dei comuni del “cratere” nel post-sisma.

“Dimostrare compostezza istituzionale – scrive amareggiato – ed evitare di gridare un giorno sì e l’altro pure, lavorare sobriamente senza scaricare le responsabilità su altri, non paga”.

In particolare, sui fondi per lo sport assegnati all’Aquila, Biondi è sarcastico. “Scopriamo, così – afferma – che solo all’Aquila si pratica lo sport, che solo all’Aquila sono stati occupati gli impianti sportivi per accogliere le tendopoli, che solo all’Aquila c’è un’emergenza sociale che riguarda i giovani, che solo all’Aquila il terremoto ha danneggiato spogliatoi e palestre”.

A creare il malumore nel sindaco di Villa Sant’Angelo, probabilmente, hanno contribuito anche le recenti dichiarazioni di Massimo Cialente, nelle quali affermava che il Comune dell’Aquila costituisce il 90 per cento del “cratere” sismico.

Pur riconoscendo che ci sono priorità nel territorio aquilano, Biondi sottolinea che “priorità non significa esclusività. Come sindaci degli altri comuni colpiti dal terremoto dell’anno scorso – prosegue – ci saremmo almeno aspettati un cenno, un richiamo normativo a successive disposizioni. Niente, se si eccettua il lavoro che sta svolgendo il prefetto dell’Aquila presso l’Agenzia del territorio per accelerare le procedure di ristoro dei danni delle ex tendopoli”.

“Fino a oggi – incalza – ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo operato in silenzio e con spirito di leale collaborazione. Spesso ci siamo assunti responsabilità molto più grandi di noi. Senza pietire nulla né rivendicare meriti”.

“Non vogliamo – conclude Biondi – manifestare né minacciare dimissioni per far valere le nostre ragioni. Ma siamo pronti a farlo. In fondo chiediamo solo pari dignità. Non ci sembra molto”.