L’AQUILA – “La regola che noi abbiamo sempre seguito è stata di ricostruire sempre com’era e dov’era nei centri storici”. Lo ha detto Giuseppe Zamberletti, già ministro alla Protezione civile e padre del dipartimento moderno, ad Onna (L’Aquila) per l’inaugurazione di una tensostruttura donata dal comune di Samarate (Varese). Zamberletti ha valutato i passi fatti nella ricostruzione post-terremoto in Abruzzo, sulla base dell’esperienza in Friuli, che ha seguito in qualità di commissario.

 “La frazione di Onna – ha spiegato – costituisce un ottimo esempio del modello Friuli. Il reinsediamento della popolazione attraverso le abitazioni provvisorie è confortevole e molto vicino al centro storico che dovrà essere ricostruito”.

“Qui la rimozione delle macerie è partita con una certa efficienza – ha detto ancora Zamberletti – ma soprattutto si è realizzato un modello di preparazione alla lunga marcia della ricostruzione”.

In relazione agli aspetti normativi della ricostruzione dopo il terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo, Giuseppe Zamberletti, ha giudicato importante “studiare delle vie che tengano conto sì delle regole europee, ma anche che individuino delle soluzioni particolari”.

“Io ad esempio – ha sottolineato nel corso di una cerimonia che si è svolta nella frazione di Onna (L’Aquila) – ho visto sempre una grossa attenzione da parte dell’Europa nei confronti del terremoto friulano, e questo ha consentito eccezioni o procedure d’urgenza in casi particolari”. Un discorso, ha detto, che fa leva sui rappresentanti locali.

“I sindaci sono stati i protagonisti nella ricostruzione friulana. Loro sceglievano gli alloggi prefabbricati e dove collocarli e dettavano le regole della convivenza. Utilizzavo moltissimo lo strumento delle ordinanze – ha aggiunto – per dare ai sindaci il giusto potere ma anche per dotare i singoli Comuni del supporto tecnico adeguato”.

In merito alla possibilità di una legge ad hoc per la ricostruzione all’Aquila, Zamberletti ha commentato: “ogni terremoto ha avuto una sua legge specifica, ma la decisione spetta a Governo e Parlamento, ci possono essere anche altre strade applicate alla situazione contingente”.