L’AQUILA – “Condivido la richiesta di norme più severe sulla ricostruzione privata: incontrerò i ministeri dell’Interno e della Giustizia per capire come procedere e mi aspetto la calendarizzazione della mia proposta di legge contenente mini-gare, white list e albi reputazionali”.
La senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane accoglie l’appello rivolto nelle corse settimane, anche davanti al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dal sindaco, Massimo Cialente, dal procuratore antimafia, Fausto Cardella, e dal prefetto, Francesco Alecci, che rimpiangono la cosiddetta “bozza di legge Legnini” dell’ex sottosegretario ora vice presidente del Consiglio superiore della magistratura che, però, fa notare lei, “non era mai stata presentata ufficialmente”.
L’unico testo normativo depositato è il suo disegno di legge, recepito in parte nel decreto “Enti territoriali” e in parte nella prossima finanziaria, ma con molti punti ancora da approvare.
In quel ddl, per i lavori privati sopra 500 mila euro è prevista la scelta tra cinque ditte, di cui due abruzzesi e una aquilana, anche se, rispetto alla draconiana versione di Legnini, scompare l’obbligo esplicito di scegliere l’offerta migliore come fosse davvero un appalto pubblico, forse per evitare rischi di legittimità costituzionale.
“Ma se non scelgono la migliore, i privati dovranno spiegare perché”, assicura la Pezzopane, che nelle trattative potrà contare anche su un alleato: Michele Fina, collaboratore della segreteria del Guardasigilli Andrea Orlando, che era assessore provinciale quando lei guidava l’ente.
Quali gli ostacoli sull’ennesimo inasprimento delle norme? “Le riserve sono il carico sulle prefetture”, ma sempre il prefetto ha assicurato a questo giornale che gli uffici sono pronti se riceveranno l’ordine, “e le pressioni dei grossi operatori: la gara potrebbe diminuire il loro margine di guadagno”.
“La questione di costituzionalità viene ormai sollevata per tutto quello che si approva, ma ha una verifica talmente lunga che non mi sento di espormi – rileva la Pezzopane – Certo è che nel codice degli appalti si va in controtendenza, con una maggiore apertura e semplificazione, quindi dobbiamo stare attenti”.
“Sarebbe stato molto meglio se le norme contenute nel recente decreto fossero state approvate prima – evidenzia ancora – anche perché le vicende criminali che stanno emergendo in questi giorni sono tutte della prima fase, dai puntellamenti in poi”, come il recente arresto ai domiciliari dell’ex vice sindaco Roberto Riga per corruzione.
“Ho chiesto al prefetto un confronto con gli operatori della legalità per fare il punto della legislazione e capire che cosa ancora manca – svela poi – io l’ho già capito tanto da averne fatto una proposta di legge”.
Come pure Alecci ha assicurato ad AbruzzoWeb, anche per la Pezzopane “le mini gare non ostacolerebbero la ricostruzione perché, almeno per come le ho studiate io, sono al di sopra di una soglia, farle per cifre ridotte non ha senso, i controlli ci sono già”.
“Inoltre per molti committenti in buona fede questa normativa incerta rallenta la procedura. Si deve guardare al risultato. Il problema sono i controlli, già nel dl Enti locali sono stati inseriti a campione da parte della Guardia di finanza”.



