L’AQUILA – La maggior parte degli abitanti di Valle Pretara, quartiere popolare dell’Aquila, dice no al masterplan realizzato dall’università di Valencia che stravolgerebbe il quartiere aquilano, costruendo anche un centro commerciale e un mega parcheggio sopraelevato.
Attualmente abitato da 13 famiglie, con ancora 250 nuclei familiari fuori dalle case per l’inagibilità causate dal sisma del 6 aprile 2009, la frazione del capoluogo sarà probabilmente interessata da uno stravolgimento quasi totale.
Convocati lo scorso dicembre 2010 con un sms dal Comune dell’Aquila, i cittadini hanno preso visione, nella sede dell’Ance, di un progetto che prevede la demolizione integrale delle case, per il 60 per cento di proprietà privata e per la restante parte nel patrimonio dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater).
Contrari al masterplan valenciano, i residenti, dopo l’ordinanza del primo giugno 2011 entrata il vigore il 16, possono soltanto avanzare proposte di intervento che verranno poi esaminate dalla commissione, che non devono interferire con iniziative pubbliche quali la riqualificazione del quartiere.
Ancora non definita, invece, la posizione dell’Ater.
All’oscuro dei tempi di realizzazione i cittadini che, come affermato da una delle portavoci Tiziana Falancia, hanno un comune obiettivo: “Siamo un gruppo di residenti – ha detto – che desidera rientrare nelle proprie case. Noi siamo per una riqualificazione in buona fede, ma non per uno stravolgimento totale”.
Dopo alcuni incontri con i tecnici, sono stati invitati a evitare di presentare singolarmente i progetti perché inutili al fine del masterplan: è stato già respinto, con provvedimento del 10 febbraio 2011, un piano presentato da un condominio di otto famiglie consegnato il 2 ottobre 2010.
Intenzionati a realizzare un documento comune da inviare al sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, gli abitanti di Valle Pretara vorrebbero rinnovare la richiesta di invio dei progetti individuali ai tecnici.
Tra i residenti contrari al progetto anche lo storico parroco Don Luca, che vedrà la propria chiesa sparire, e Berardina Bucci, Pasqualina Carducci, Gabriele D’Agostino, Giuseppe Dionisio, Marisa Grossi, Rosanna Orsini, Antonio Perrotti e Pierpaolo Zuccon.



