L’AQUILA – La battaglia che si è scatenata tra sindaci e ingegneri sulle convenzioni sottoscritte tre le amministrazioni locali e le università per la formazione dei piani di ricostruzione, che oggi sarà oggetto della conferenza stampa convocata dai primi cittadini del “cratere”, potrebbe essere risolta da una sentenza del Consiglio di Stato dello scorso anno.
 
I giudici amministrativi di secondo grado, infatti, nel settembre 2010, hanno rigettato il ricorso proposto dalle sezioni lombarde degli ordini degli architetti sull’affidamento effettuato dal Comune di Pavia alla locale università, senza bando di gara, per la redazione del piano di governo del territorio. 
 
Il Consiglio di Stato ha sancito che “nella giurisprudenza comunitaria sia riconosciuta la possibilità che le amministrazioni pubbliche, ferma la loro legittimazione a concorrere alla pari delle imprese private nelle pubbliche gare, concludano accordi diretti per il perseguimento di fini di interesse pubblico”.
 
In particolare la sentenza sostiene che: “È da tenere presente, con specifico riguardo alle università, che l’art. 66 del d.P.R. 11 luglio 1980, n. 382, ammette espressamente l’esecuzione di attività di ricerca e consulenza mediante contratti con enti pubblici e privati, dettando una precisa disciplina per la ripartizione dei proventi di tali prestazioni. La norma dispone che, detratte le spese per l’espletamento dell’incarico, ivi comprese quelle per il personale impiegato, i detti proventi siano destinati all’acquisto di materiale didattico e scientifico, e a spese di funzionamento delle diverse strutture accademiche, e ciò consente di inserire tali convenzioni nel quadro delle finalità di interesse pubblico perseguite dalle università”.
 
In pratica, poiché non si tratta di compensi ma di rimborsi spese, la materia è sottratta alla legislazione vigente del Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.
 
La sentenza, d’altra parte, era già stata citata dalla Commissione tecnico-scientifica del commissario per la ricostruzione in un parere, rilasciato il 1° febbraio scorso in risposta alla diffida presentata dagli ingegneri a fine 2010, nel quale si ribadiva la legittimità dell’affidamento agli atenei.
 
Nonostante ciò, il Consiglio nazionale degli ingegneri ha deciso comunque di procedere presentando dei ricorsi al Tar contro le convenzioni già approvate. (red)

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