L’AQUILA – Potrebbe allargarsi da 6 a 14 il gruppo di imprese che si giocheranno la chance di ricostruire l’aggregato del centro storico dell’Aquila che comprende la sede centrale della ex Cassa di risparmio, assorbita nel 2013 dalla Banca popolare dell’Emilia Romagna (Bper).
Un mega edificio da 12 milioni di euro nel cuore della città, ritenuto una delle “chiavi” per la ripartenza della vita diurna del centro storico se al suo interno torneranno negozi e uffici in tempi ragionevoli.
Anche per questo motivo, la filiera per l’assegnazione dei lavori di natura privata è stata gestita in larga parte come si trattasse di un appalto pubblico, con criteri e regole più stringenti: una scelta che in alcuni passaggi ha finito, però, per ritorcersi contro i proprietari.
Una volta ristretto a 6 il numero delle imprese ammesse alla selezione finale, come anticipato da AbruzzoWeb, si è scatenata una serie di istanze ricevute personalmente dal presidente del Consorzio, l’avvocato aquilano Antonello Carbonara, mentre altre sono state indirizzate all’istituto di credito, che ha la maggioranza della superficie, anche se in assemblea il suo voto è equiparato a quello degli altri proprietari.
Dopo aver valutato le richieste di rientrare nella competizione, comunque, il presidente ha riammesso con riserva 8 delle aziende escluse dopo la prima selezione.
La riammissione è avvenuta senza entrare, per il momento, nel merito: la decisione finale è stata, infatti, demandata all’assemblea dei consorziati, che il 18 dicembre deciderà in via definitiva chi è dentro e chi è fuori.
Chi eventualmente resterà escluso tra le 8 ripescate, ma anche tra le altre già cassate nella prima selezione, potrebbe, a quel punto, davvero come avviene negli appalti pubblici, decidere di ricorrere ai giudici amministrativi se ravviserà irregolarità.
In tal senso, nelle scorse settimane ci sarebbero già state richieste di accesso agli atti, tradizionale “antipasto” del ricorso in ogni gara pubblica.
Tuttavia, secondo quanto si è appreso, a dispetto di questo l’intenzione del consorzio è quella di tirare dritto con la scelta della ditta, la cantierizzazione e l’inizio dei lavori il più rapido possibile.
Sempre secondo quanto appreso, le ditte “ripescate” sono Cingoli; Cme; Zb Scarl; Consorzio stabile abruzzese; Sima Costruzioni; Cmb; Cosedil; Consorzio L’Aquila 2009.
Si aggiungono alle precedenti 6, Mancini Srl in associazione temporanea con Tecnoclima; Coge Spa-Fam; Aldo Del Beato e C. Srl-Cobar; Intercantieri Vittadello Spa-Catena; Maltauro Spa-Aquilana Calcestruzzi-Centro Appalti Costruzioni); Consorzio Di Vincenzo e Strever-Rosa Edilizia-Ceit.



