L’AQUILA – Potrebbero partire già nei primi giorni dell’anno nuovo, se non ci saranno intoppi burocratici, i lavori di cantierizzazione dell’aggregato che comprende la sede centrale della ex Cassa di risparmio, assorbita nel 2013 dalla Banca popolare dell’Emilia Romagna (Bper).
Un mega edificio da 12 milioni di euro nel cuore della città ritenuto una delle “chiavi” per la ripartenza della vita diurna del centro storico quando al suo interno torneranno negozi e uffici.
“Avevamo fatto una promessa alla città, affidare i lavori entro il 2015, e la stiamo mantenendo”, esclama soddisfatto l’avvocato Antonello Carbonara, presidente del consorzio.
Venerdì sera, al termine di un’infuocata assemblea, sono stati infatti aggiudicati in via provvisoria i lavori di ricostruzione post-sisma, all’impresa teramana Cingoli Consolidamento e Restauro dell’omonima famiglia, in associazione temporanea (Ati) con l’aquilana Vibrocementi di Ezio Rainaldi.
Per volontà dei proprietari, il lungo cammino di scelta dell’impresa è stato modulato praticamente come un appalto pubblico, ma alla fine la scelta è stata discrezionale da parte dell’assemblea visto che nel decreto “Enti locali” non sono mai state inserite le mini gare pubbliche per i lavori privati come richiesto dalla procura e da alcune istituzioni per tutelare la legalità.
Per coincidenza, tuttavia, ai voti l’ha spuntata proprio l’Ati che si era anche classificata prima nella classifica “di qualità” stilata sulla base del rating dell’Associazione costruttori (Ance) e che, quindi, avrebbe vinto anche un ipotetico appalto.
Cingoli e Vibrocementi hanno raggiunto un punteggio di 171, seguiti al secondo posto dalla patavina Intercantieri Vittadello con l’aquilana Catena Costruzioni (rating 163,10) e ancora dalla modenese Cmb Carpi con le aquilane Edilfrair e I Platani a completare il podio (160,60).
Quarti classificati, la locale Aldo Del Beato e Cobar di Bari (159,60) e al quinto posto la big romana Maltauro con Centroappalti e Aquilana Calcestruzzi (157,99).
La bagarre per aprire i plichi delle imprese e stilare la graduatoria è durata circa un’ora, alla fine sulle prime cinque è avvenuto il voto dei consorziati, tutti presenti visto anche il grande interesse per l’assemblea decisiva.
Tra questi anche Alessandra Vittorini, non per la sua carica di soprintendente speciale per il cratere ma come proprietaria di una quota.
Per la vittoria era necessario raggiungere due maggioranze, il 51% dei voti dei presenti e i due terzi dei millesimi, con la Bper qui a farla da padrona visto che ha una quota di 650/1000.
Alla fine è stata appannaggio della Ati abruzzese Cingoli-Vibrocementi. Tra l’altro, Cingoli era stata riammessa con riserva in un secondo tempo con altre 7 ditte che avevano composto il paniere di 14 complessive assieme alle prime 6 ammesse inizialmente.
Solo la discussione sulle riammissioni, secondo quanto si è appreso, ha portato via un’altra ora prima del sospirato ok.
“L’individuazione ora c’è, ma va riscontrata la sussistenza dei requisiti che hanno autocertificato – conclude Carbonara – Solo dopo i riscontri si potrà aggiudicare definitivamente l’appalto”.



