L’AQUILA – Scoppia subito il caso nel rinnovato Consiglio comunale di Rocca di Mezzo, borgo montano dell’Aquilano alle prese con la ricostruzione post-terremoto 2009: la minoranza sconfitta di misura, guidata dall’ex sindaco Emilio Nusca, insorge per la nomina a vice sindaco e componente di commissione elettorale di due consiglieri che a suo dire sarebbero incompatibili per la cosiddetta “legge Barca”.
Si tratta di Paolo D’Amico, “presidente di 10 aggregati”, e Mario Rotelli, “di un solo aggregato”, come denunciato dai tre consiglieri di minoranza, Carlo Capri e Pierfilippo Cidonio oltre a Nusca (riuniti nel gruppo “Nuove prospettive”), che hanno scritto al prefetto, Giuseppe Linardi, e al presidente dell’Autorità anticorruzione (Anac), Raffaele Cantone, parlando di “ingerenze della politica nella ricostruzione”.
Polemiche definite “considerazioni pretestuose e prive di qualsivoglia fondamento giuridico” nella replica inviata ad AbruzzoWeb dallo stesso D’Amico, oltre a rimarcare di essere stato “il primo degli eletti con 120 voti e ciò, evidentemente, provoca enorme fastidio e profonda invidia”.
Rocca di Mezzo si conferma territorio particolarmente “frizzante”: a fine 2014 i cinque dipendenti dell’ufficio territoriale per la ricostruzione (Utr) numero 9 denunciarono “gravi ingerenze e perfino intimidazioni della politica per far passare avanti le pratiche di famiglie influenti” e inoltre contestarono l’incompatibilità come progettista dell’allora coordinatore dei sindaci delle aree omogenee, che era proprio Nusca: stavolta i ruoli si sono invertiti e c’è lui come denunciante di situazioni ritenute illegittime.
Nella nota, i tre insorti spiegano di avere contesto l’incompatibilità “allegando tutta la documentazione giustificativa” ma il sindaco confermato, Mauro Di Ciccio, che ha sconfitto proprio Nusca, ha replicato che “la legge assegna 90 giorni di tempo per rimuovere le cause di incompatibilità”.
La minoranza ha contestato anche questo, ma il sindaco “ha rigettato con votazione a maggioranza la richiesta di incompatibilità, nonostante il parere contrario del segretario comunale verbalizzante della riunione”.
“Successivamente – prosegue la lettera – il consigliere Paolo D’Amico è stato nominato assessore e assegnata la delega di vice sindaco” mentre Rotelli “è stato nominato componente effettivo di maggioranza nella neo eletta commissione elettorale comunale”.
Nomine “illegittime” per gli insorti, e oltretutto la nomina di vice sindaco “potrebbe estendere, inoltre, i propri effetti di illegittimità anche su atti di emanazione conseguenti a tale ruolo”. Di qui la richiesta di intervenire.
Riceviamo e pubblichiamo la replica completa degli amministratori chiamati in causa.
Trattasi di considerazioni pretestuose e prive di qualsivoglia fondamento giuridico. Innanzitutto si precisa che il sottoscritto Avv. Paolo D’Amico è presidente/procuratore speciale/commissario ad acta di n. 6 aggregati edilizi e non di 10 come pretestuosamente indicato, mentre il sig. Rotelli Mario di n. 1 aggregato.
In secondo luogo, l’art. 69 del D.Lgs. 267/00 attribuisce agli amministratori locali che si trovino in regime di incompatibilità il termine di 10 giorni (decorrenti dalla formale contestazione da parte del Consiglio comunale, che ancora non avviene!) per formulare osservazioni ovvero per eliminare le cause dell’incompatibilità.
Il Consiglio, entro i successivi 10 giorni, delibera definitivamente e, ove ritenga sussistente la causa di incompatibilità, invita l’amministratore a rimuoverla o a esprimere, se del caso, la opzione per la carica che intende conservare. Qualora l’amministratore non vi provveda nei successivi 10 giorni il Consiglio lo dichiara decaduto.
Ciò è quanto recita il Testo unico enti locali (D.Lgs. 267/00). Ergo i consiglieri Paolo D’Amico e Mario Rotelli si trovano nella condizione e nei termini di legge per rimuovere le cause di incompatibilità, tenendo fede a quanto verbalizzato nel corso del Consiglio comunale del 29 giugno.
Il sindaco Mauro di Ciccio e l’avv. D’Amico, nel corso del Consiglio del 29.06.2017, hanno dato un’interpretazione dell’art. 67 quater comma 11 della Legge 134/2012 che contemplasse anche oggi l’applicazione del termine di 90 giorni per la rimozione delle cause di incompatibilità, poiché trattasi di incompatibilità che promana da legge speciale prevalente su quella generale.
Il sindaco, a ogni modo, si è riservato di verificare più approfonditamente la norma. Orbene, anche se la predetta interpretazione della Legge Barca fosse priva di sostegno, gli amministratori incompatibili sono ad oggi nei termini concessi dal Tuel per sanare.
La polemica è, pertanto, assolutamente infondata, sterile e preordinata a gettare fango su professionalità, come gli scriventi, apprezzate e stimate dalla cittadinanza tutta.
L’avv. D’Amico, tra l’altro, è stato il primo degli eletti con 120 voti e ciò, evidentemente, provoca enorme fastidio e profonda invidia.
Pertanto, il sindaco Mauro Di Ciccio e la maggioranza tutta si dissociano e denunciano aspramente tale modo di fare politica: una macchina del fango che non fa bene all’Altopiano delle Rocche, che, al contrario, ha e avrà bisogno negli anni a venire di una classe dirigente coesa verso l’obiettivo primario: la crescita e lo sviluppo dell’intero territorio.
Paolo D’Amico, Mario Rotelli, Mauro Di Ciccio



