L’AQUILA – Pio Rapagnà, ex parlamentare e responsabile del Mia Casa Abruzzo, prosegue lo sciopero della fame iniziato lo scorso 8 febbraio e chiede aiuto alla stampa per portare avanti la sua battaglia.
Ciò “per sollecitare il Consiglio regionale e i soggetti attuatori della ricostruzione e messa in sicurezza antisismica delle abitazioni di edilizia residenziale pubblica di proprietà dell’Ater e del Comune dell’Aquila, a fare – ribadisce Rapagnà – ciò che in 5 anni non hanno saputo, o peggio, voluto o potuto fare”.
L’ex parlamentare, candidato presidente alla Regione Abruzzo con alcune liste civiche ricorda che “il Consiglio regionale, non ha approvato alcun provvedimento di indirizzo generale e di aiuto concreto alla ricostruzione e in questi 4 anni e 10 mesi ormai trascorsi dal terremoto, ha sempre ‘girato la testa dall’altra parte’. Per ironia della sorte, proprio l’attuale Consiglio regionale, con legge regionale n. 19 del 12 maggio 2010, ha istituito l’Osservatorio sulla ricostruzione e, in ragione delle difficoltà e delle problematiche relative alla complessiva ‘governance’ della ricostruzione post-terremoto, nella seduta del 19 ottobre 2010, ha insediato una ‘Commissione Speciale regionale per la ricostruzione post-terremoto”.
“Infine, lo stesso Consiglio, nella seduta straordinaria del 28 maggio 2013 ha approvato un documento unitario con il quale si impegnava il Consiglio stesso, il presidente Chiodi e la Giunta della Regione Abruzzo ‘ad avviare l’iter di approvazione di una legge regionale, partendo dai testi gia’ depositati nella Commissione Competente, attivando le consultazioni tese a raccogliere i piu’ ampi contributi, le migliori metodologie ed a valorizzare al massimo i fattori della partecipazione pubblica’, demandando alla Commissione competente l’avvio immediato dei lavori di audizione, consultazione, confronto istituzionale ed elaborazione legislativa’”.
“Perché, allora – si chiede Rapagnà – questo medesimo Consiglio regionale non provvede, perché è ancora in tempo per farlo, all’approvazione di una tale Legge Organica Regionale? Il responsabile di Mia Casa Abruzzo lancia un appello “accorato e fiducioso” agli organi di informazione affinché sollecitino il Consiglio regionale ed i soggetti attuatori, “sulla giustezza, necessità ed urgenza di ‘legiferare, indirizzare e provvedere'”.
“Vi chiedo aiuto – conclude Rapagnà – poiché con le mie sole forze non mi è restato altro da poter fare che mettere sul piatto della bilancia il peso ‘umano’ ed il significato profondo di un vero e proprio sciopero della fame, con tutti i sacrifici che ciò comporta già da ora e per i prossimi giorni”.



