L’AQUILA – Adesso è ufficiale: sarà un soggetto attuatore, uno “zar” che sarà nominato dal commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, a occuparsi della rimozione delle macerie del post-terremoto all’Aquila e nei Comuni del “cratere”.
È stata infatti pubblicata in Gazzetta ufficiale l’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri numero 3923, firmata dal premier, Silvio Berlusconi, lo scorso 18 febbraio, i cui contenuti erano stati anticipati qualche settimana fa.
Il provvedimento vara anche la nascita di una squadra di quattro “saggi” per la ricostruzione del centro dell’Aquila.
I COSTI E LO STAFF
Quanto alle macerie, il soggetto attuatore avrà compiti di “predisposizione, attuazione e coordinamento delle attività operative”. Il suo compenso annuo sarà di 72 mila euro (prenderà 6 mila al mese). Sarà aiutato da una squadra di cinque persone, tecnici e funzionari provenienti da pubbliche amministrazioni con un budget massimo di spesa di 300 mila euro (5 mila euro al mese ciascuno).
LE COLLABORAZIONI
Lo “zar” si avvarrà inoltre della collaborazione di una serie di Enti: l’Azienda servizi municipalizzati (Asm) dell’Aquila, l’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta), la società in house del ministero dell’Ambiente “Sogesid”, la Struttura tecnica di missione (Stm), l’Ateneo del capoluogo e gli uffici della Provincia dell’Aquila e della Regione Abruzzo.
IL COMITATO
A coordinare tutta l’attività di raccolta, selezione e smaltimento delle macerie ci sarà un “comitato d’indirizzo, coordinamento e verifica”, presieduto dal sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che tempo fa è esploso contro la mossa di nominare un soggetto attuatore, parlando di “Comune commissariato” e ora ottiene questa poltrona.
Del comitato faranno parte anche i sindaci e i presidenti di Provincia del “cratere”. Un rappresentante ciascuno per la Protezione civile; i ministeri dell’Ambiente e dei Beni culturali; il provveditorato interregionale alle Opere pubbliche; il Gruppo interforze centrale per l’emergenza e ricostruzione (Gicer), costituito da appartenenti alla Polizia, ai Carabinieri, alla Guardia di finanza, al Corpo Forestale dello Stato e alla Direzione investigativa antimafia; l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (Ispra); l’Istituto superiore di sanità (Iss).
I POTERI
Lo “zar” avrà da Chiodi pieni poteri: acquisirà mezzi di trasporto delle macerie; autorizzerà la nascita di centri di raccolta e di siti di stoccaggio; stipulerà accordi per il riutilizzo di manufatti di valore storico o architettonico; indirà gare per il recupero delle macerie che non potranno essere riutilizzate.
IL TOTO-NOMI
Chiarito il quadro normativo, starà a Gianni Chiodi fare la sua scelta e indicare nei prossimi giorni il nome del soggetto attuatore.
Tempo fa si era sparsa la voce di un possibile incarico per gli alti funzionari dei Vigili del fuoco Sergio Basti (attuale comandante regionale abruzzese) e Giuseppe Romano, ma l’ultima parola ce l’avrà il commissario.
I SAGGI PER LA RICOSTRUZIONE DEL CENTRO DELL’AQUILA
L’ordinanza 3923 non si occupa solo di macerie: l’articolo 11 vara l’istituzione di una struttura all’interno del Comune dell’Aquila per assicurare consulenza e supporto tecnico-scientifico per la riqualificazione e la ripresa del contro storico dell’Aquila e delle sue frazioni.
La squadra di “saggi” dovrà essere composta da quattro esperti di chiara fama in discipline urbanistiche, tecniche, economiche e sociali e con qualificata esperienza in situazioni di emergenze.
Il compenso degli esperti, nel limite complessivo di 400 mila euro annui, sarà deciso dal primo cittadino del capoluogo, e se i saggi non sono residenti all’Aquila (com’è prevedibile) sarà corrisposto anche il trattamento di trasferta.
La struttura avrà anche una squadra di cinque persone con contratto a tempo determinato, di cui almeno tre laureati, con un compenso massimo complessivo di 220 mila euro.
IL RESTO DELL’ORDINANZA
L’ordinanza stanzia infine fondi per la ripresa delle attività sportive, 1,1 milioni di euro (articolo 7), e per un ennesimo staff, sei persone di cui un magistrato e cinque avvocati, per consulenze legate agli aspetti legali della ricostruzione, con stanziamento di 120 mila euro. (alb.or.)



