L’AQUILA – Slitterà probabilmente al 2012 la discussione delle varie proposte di legge sulla ricostruzione, mentre si aspettano le nomine di vice ministri e sottosegretari per capire se ci sarà e chi sarà il “nuovo Gianni Letta”, incaricato di tenere le fila a Roma della ricostruzione dell’Aquila.

Questi gli scenari che emergono ascoltando due parlamentari aquilani, uno di centrodestra, Marcello De Angelis (Popolo della libertà), e uno di centrosinistra, Giovanni Lolli (Partito democratico), che stanno annusando l’aria che tira dopo i primissimi giorni di attività del nuovo governo in carica, guidato da Mario Monti.

Nessuno dei due è preoccupato dal fatto che il premier, nei suoi interventi pubblici, finora non abbia mai neanche lontanamente accennato al problema della ricostruzione, aspetto che ha inquietato invece più di un aquilano. Ci sono le urgenze europee da affrontare, spiegano i deputati, e comunque l’esecutivo non è ancora nel pieno delle sue funzioni.

Nessuna interrogazione o interpellanza per vederci chiaro, insomma, almeno per ora: si aspetta piuttosto che si posi il polverone che si è scatenato dalle dimissioni di Silvio Berlusconi a oggi. Probabilmente, concordano anche su questo i due politici, dopo i prossimi sette giorni si potrà capire qualcosa di più.

Nel dubbio, il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, ha preso la palla al balzo e ha scritto una letterina al nuovo primo ministro: “C’è un problema di governance e va cambiato tutto, Monti venga qui a vedere”, il succo del discorso.

Intanto, lo stesso Letta oggi si è reso disponibile a essere ancora “uomo di Stato”: “Non ho incarichi ma non rinuncio a dare una mano”, ha affermato.

DE ANGELIS E LETTA: ”ASPETTIAMO PER VALUTARE”

“In questo momento – sostiene De Angelis – è prematuro pensare a un’interrogazione sulla ricostruzione. Il nuovo governo si è insediato ma non del tutto, mancano i vice ministri e i sottosegretari. La piena operatività dello stesso Monti comincerà alla fine della settimana prossima, dopo gli incontri a Bruxelles con Angela Merkel e e Nicolas Sarkozy”.

In quest’ottica, la discussione della proposta di legge sulla ricostruzione “subirà un ulteriore slittamento, forse al 2012, dovuto anche alla necessità che si è creata di incontrare e conoscere i nuovi referenti istituzionali. Fino a una settimana fa – ricorda De Angelis – c’era tutta una filiera che passava attraverso il presidente della commissione Ambiente, Angelo Alessandri, che ricordo è della Lega, e quindi ora sta all’opposizione, e attraverso il capogruppo del Pdl nella stessa commissione, Agostino Ghiglia, che aveva un rapporto con Letta”.

“Ora, invece – prosegue – non sappiamo se Antonio Catricalà (nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ndr) sarà un interlocutore come lo era Letta o se ce ne sarà un altro. È evidente che alcuni protagonisti di questo tavolo sono cambiati, dovranno riprendere la questione e le nostre priorità sono da incrociare con quelle del nuovo governo”.

Difficile sperare in un “sottosegretario alla Ricostruzione”: “Con Berlusconi e Letta – ricorda il deputato pidiellino – una terza persona avrebbe potuto generare addirittura confusione, ora, a meno che una figura simile non rientra negli accordi del Pd con Monti, sono realista, non credo sia verosimile”.

Dello stesso parere Lolli, per il quale “è ancora presto per interrogare Monti sulla ricostruzione , aspettiamo di vedere che incarichi dà: per ora ha dato solo quelli ministeriali e anche molto ampi”.

“Io – aggiunge – nel frattempo mi sto muovendo per vie riservate e non formali. Sull’Aquila è necessario che ci sia un punto di riferimento, una persona che faccia da interfaccia alle attività che si fanno”.

Temi caldi, la proposta di legge e il commissariamento, visto anche che il 31 dicembre scade lo stato d’emergenza e, almeno sulla carta, con esso, tutta la struttura commissariale che fa capo a Gianni Chiodi. “Ripartiamo con il discorso della legge, che è saltata, come tutta l’attività parlamentare: non si sono ancora mai riunite neanche le commissioni! Comunque – afferma Lolli – anche se si aboliscono i commissari, cosa che auspico, qualcuno ci vorrà”.

Nessun timore invece sulla proroga delle tasse: “Quella è legge”, taglia corto il parlamentare democrat.

CIALENTE SCRIVE AL PREMIER: ”DEVE CAMBIARE TUTTO”

“L’Aquila resti un grande problema nazionale e Mario Monti venga qui a rendersi conto”.

Questo il messaggio che il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha scritto in una lettera al presidente del Consiglio, missiva che sta per partire verso palazzo Chigi.

“Qui è tutto fermo, c’è un problema di governance che è ormai oggettivo. A tre anni dal terremoto le gru sono ancora in periferia, è ora di cambiare tutto”, tuona il sindaco al telefono ad AbruzzoWeb.

“Il sistema delle ordinanze – insiste – non funziona più e lo ha detto anche il maggior esperto in materia, Giuseppe Zamberletti (fondatore della Protezione civile, ndr). Qui i ‘medici’ non si accorgono dei sintomi e non fanno la diagnosi”.

Tutte problematiche sollevate nel testo scritto a Monti. “Voglio sottolineare che io non litigo, non si tratta di polemiche politiche”, chiosa Cialente.

E sull’ipotesi di un Gianni Letta di nuovo protagonista (“darò una mano”, ha aperto oggi), magari sottosegretario o perché no, commissario, “non mi permetto di suggerire il nome o la figura, certo è che nella governance qualcosa deve cambiare”, conclude Cialente.

LE REAZIONI

DE SANTIS (IDV): “SERVE UN SOTTOSEGRETARIO ALLA RICOSTRUZIONE”

“Chiedo a tutti i parlamentari abruzzesi di proporre in modo bipartisan la nomina di un sottosegretario alla ricostruzione, che possa dedicarsi specificatamente ai problemi decisivi per la rinascita dell’Aquila, dalla fine della gestione commissariale alla legge per la ricostruzione, dalla zona franca al rilancio economico dell’area del ‘cratere’. Un sottosegretario, insomma, non come richiesta dei Partiti, ma come voce per gli aquilani e per le istituzioni aquilane”.

Questa la richiesta di Lelio De Santis, segretario dell’Italia dei valori dell’Aquila, che in una nota scrive: “Anche il nuovo premier, Mario Monti, deve sapere che la rinascita dell’Aquila e del suo territorio è un problema di valenza regionale e nazionale, che richiede provvedimenti legislativi organici ed investimenti certi, e non misure tampone o a termine, com’è avvenuto finora”.
 
“Il nuovo Governo, presieduto dal prof. Mario Monti – prosegue – nato dalle macerie prodotte da quello precedente di Berlusconi, dovrà affrontare la grave crisi economica e il risanamento del sistema finanziario, ma dovrà anche dare le risposte dovute alle tante emergenze naturali e ambientali che hanno riguardato diverse aree del Paese, a cominciare dal territorio aquilano, distrutto dal terremoto”.

“È da sperare – dice – che questo nuovo governo tecnico abbia con i problemi seri, come quello della ricostruzione, un approccio meno propagandistico e più concreto e realistico, parlando il linguaggio della verità e della trasparenza. Alle perplessità di chi teme l’incertezza del nuovo corso politico, mi permetto di dire che peggio di come finora è stato il rapporto con il governo e  peggio di come è stata gestita la filiera della ricostruzione non può andare!”.

“Le 8.000 pratiche di ricostruzione delle case E – conclude – ferme nei cassetti, la barzelletta della zona franca, la discutibile gestione dei fondi del sociale, la corsa agli affari di tante imprese veicolate dal potere romano, dicono più di ogni parola di una gestione della ricostruzione discutibile sul piano morale, incerta sul piano finanziario e bloccata da assurde ordinanze. È evidente che per ridare centralità alla ricostruzione della città e del suo territorio è necessario avere un interlocutore autorevole nel governo Monti, una figura capace di relazionarsi positivamente con le istituzioni locali”.