L’AQUILA – Tolti i veli alla seconda edizione del Salone della ricostruzione, che si svolgerà all’Aquila dal 24 al 27 maggio presso l’aeroporto dei Parchi di Preturo con un’importante novità rispetto all’anno scorso.

“Una piccola parte degli utili – ha affermato il presidente dell’Ance Abruzzo, Antonio D’Intino – sarà donato a un’istituzione culturale che dobbiamo ancora decidere”.

A spiegare la filosofia dell’evento Roberto Di Vincenzo, presidente di Carsa srl, che lo ha organizzato. “Il Salone, che sarà come l’anno scorso una vetrina per presentare agli addetti ai lavori e al pubblico varie proposte per la ricostruzione pubblica e privata – ha detto – nasce in un luogo dove c’è necessità e quest’anno avrà come location l’aeroporto di Preturo, dove saranno allestite, nonostante i tempi ristretti, strutture provvisorie”.

“Negli ultimi 100 anni – ha aggiunto D’Intino – la Regione Abruzzo ha avuto uno sviluppo notevole in ambito della costruzione. Considerati il particolare momento attuale e i 12 mila occupati persi voglio fare un appello alle istituzioni affinché si collabori in sinergia”.

È proprio questa sinergia di cui tanto si parla a creare, però, un clima di confusione dovuto al fatto che la presentazione di questo evento si distanzia di sole due settimane da quella di un’altra manifestazione simile organizzata per il mese di giugno.

Alla conferenza stampa, oltretutto, non hanno partecipato, al contrario di come annunciato, né il sindaco né i presidenti di Provincia e Regione.

Due manifestazioni fieristiche sullo stesso argomento, presentate a pochi giorni l’una dall’altra, lasciano molti dubbi sui motivi che hanno spinto a prendere questa decisione invece di rinunciare alla seconda in vista della già annunciata prima, oppure a unire le forze per un obiettivo comune a esclusivo vantaggio della città dell’Aquila.

In particolar modo non è chiaro se l’Ance Aruzzo abbia un ruolo attivo nel promuovere una manifestazione, quella presentata oggi da Carsa, in contrapposizione a quella presentata nelle scorse settimane e patrocinata dall’Ance dell’Aquila.

Non sono mancate in sede di conferenza polemiche legate alle autorizzazioni concesse e al fatto che anche la precedente manifestazione, chiamata “Fare L’Aquila” abbia, oltre il patrocinio di Comune, Provincia, Anci, Federazione Carispaq e Curia arcivescovile, anche quello dell’Ance provinciale.

Le autorizzazioni per entrambi gli eventi che hanno causato un clima di competizione e ambiguità: un errore o uno spiacevole incidente in cui sta incappando anche l’amministrazione comunale, che sostiene sia il carattere non profit del progetto aquilano, che quello pur legittimamente orientato al profitto presentato oggi.

L’assessore ai Grandi eventi della città dell’Aquila, Marco Fanfani, ha lanciato l’augurio “che l’evento sia fatto nella chiarezza e che l’iniziativa stabilisca un approccio positivo con la città, i consorzi e le imprese”, anche se queste parole stridono con l’impegno a promuovere il progetto aquilano assunto solo pochi giorni fa.