L’AQUILA – “Se il Partito democratico non ha il coraggio, lasci difendere ad altri le sorti dell’Aquila e del cratere. I sindaci, in primis quello dell’Aquila, devono guidare la mobilitazione a Roma, una mobilitazione istituzionale, ma tanto determinata quanto efficace nella capacità di rappresentare la rabbia di un popolo”.
Chiama alla mobilitazione e lancia accuse pesanti Guido Quintino Liris, vicepresidente regionale Forza Italia e capogruppo al Comune dell’Aquila nel giorno in cui una nutrita delegazione del Partito democratico dell’Aquila e il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, incontrano il vicesegretario Lorenzo Guerini, per chiedere certezze sui fondi della ricostruzione da inserire nella legge di Stabilità.
“Non è possibile annunciare la propria volontà di difendere il territorio anche a costo di sfidare la compagine governativa nazionale guidata dal Pd – spiega Liris – e poi essere immediatamente ricondotti a più miti consigli mediante una ridicola e carbonara riunione di partito a Roma. La verità fa male – prosegue l’esponente forzista – non si ha il coraggio di protestare solo per meri e squallidi interessi personali, perché a Roma c’è Matteo Renzi, perché il Pd richiama all’ordine, perché gli interessi di partito sono più importanti delle grida d’aiuto che si alzano dalla popolazione aquilana, dalle imprese, dalle associazioni di categoria”.
Parole sferzanti anche nei confronti del premier, accusato di non aver stanziato un euro per la ricostruzione.
“Le bugie di Renzi sono sotto gli occhi di tutti. Ricordo come per chiedere lo stanziamento di fondi per la ricostruzione, questa città e questo territorio sono scesi in piazza per contestare i governi di Silvio Berlusconi e Enrico Letta, ‘rei’ di aver distribuito sul territorio aquilano rispettivamente soltanto 11,3 miliardi e 1,8 miliardi; come si fa a tacere nei confronti di Fabrizio Barca, di Mario Monti e ora di Renzi che hanno stanziato zero euro per la ricostruzione? Come si giustificheranno i rappresentanti Pd nei confronti del duro giudizio della Storia?”.
Parole durissime anche da parte di altri esponenti dell’opposzione di centrodestra al Comune Luigi D’Eramo, Giorgio De Matteis, Emanuele Imprudente, Daniele Ferella e Vito Colonna.
In una nota congiunta viene considerata “una presa per i fondelli l’antico gioco mediatico di un Pd di lotta e di governo”.
“Immaginiamo – si legge nella nota – che dopo le dichiarazioni del segretario comunale Stefano Albano, che addirittura minaccia l’ammainabandire del suo partito, il presidente del Consiglio starà morendo di paura. La triste verità risulta una sola, Renzi e il Pd non considerano e non hanno mai considerato la ricostruzione dell’Aquila e dei comuni del cratere come una priorità nazionale. Questo pare dimostrato dall’assenza dei fondi, dalla mancata nomina alla direzione dell’Ufficio speciale per la ricostruzione, dalle mancate visite aquilane del presidente del Consiglio e soprattutto dal fatto che Renzi continua a mortificare la sua dirigenza locale politica e partitica. È evidente che non ritiene valida la classe dirigente aquilana che lo rappresenta sul territorio e nelle istituzioni. In questi ultimi anni hanno trionfato solo le bugie del Pd aquilano”.
“Promesse da bassa campagna elettorale che mai hanno trovato riscontro – si legge ancora – nella disperazione del capoluogo di Regione. Ora la speranza è affidata al pellegrino viandante Albano, che a capo di una manciata di ‘reduci’, dovrebbe andare a Roma a convincere uno sconosciuto vicesegretario nazionale del Pd a finanziare la ricostruzione, minacciandolo, in caso contrario, di ammainare le bandire”.
“Ci saremmo attesi – concludono i consiglieri – un atteggiamento più maturo, un coinvolgimento di tutte le istituzioni, dei parlamentari di centrosinistra, del centro destra e del Movimento cinque stelle per giungere ad un’azione condivisa e a una proposta che riportasse L’Aquila al centro dell’agenda della politica nazionale”.



