L’AQUILA – La notizia è arrivata proprio mentre i sindaci esasperati in assemblea a Fossa, meditavano anche di andare a Roma a restituire la fascia tricolore: la Corte dei Conti ha registrato il contratto di Paolo Esposito coordinatore dell’ Ufficio Speciale del cratere e fuori cratere (Usrc). Una “bollinatura” al Decreto del presidente del Consiglio dei ministri firmato l’11 gennaio, dopo dunque due mesi di attesa, con la conseguenza che nei 56 comuni terremotati dell’Aquilano, il processo della ricostruzione è rimasto bloccato, con progetti per 28 milioni che si sono accumulati sulle scrivanie dell’Usrc di Fossa, e con pagamenti al palo a beneficio di cantieri già avviati per 8 milioni di euro, in quanto Esposito non poteva firmare gli atti e i mandati di pagamento.
A dare per prima la notizia la senatrice Stefania Pezzopane con un post sul suo profilo facebook. Subito confermata dai coordinatori del Tavolo aree omogenee, Francesco Di Paolo e Sandro Ciacchi, proprio nel corso dell’assemblea che stava volgendo al termine, dopo una telefonata da Palazzo Chigi.
È arrivata poi la conferma del diretto interessato, Esposito che contattato da Abruzzoweb, mentre era impegnato in una riunione a Roma, ha annunciato che “già da domani mattina mi metterò al lavoro, ho convocato una riunione con lo staff per riorganizzare la ripartenza, con l’obiettivo di recuperare almeno in parte i ritardi, dando ovviamente la priorità alo sblocco dei pagamenti dello stato di avanzamento lavori, e delle erogazioni per i progetti pronti a diventare cantiere”.
Un vero e proprio colpo di scena, l’incontro in cui più di un sindaco aveva espresso sconcerto alla notizia, confermata da Di Paolo, che il decreto alla Corte dei Conti è arrivato solo sabato 19 marzo, e che prima è passato, senza fretta, al vaglio della Ragioneria generale dello Stato, e poi dell’Ufficio controllo bilancio del Ministero dell’Economia. Senza che i sindaci, a detta di Di Paolo, “fossero stati informati di questa lunga trafila burocratica, visto che tutti eravamo convinti che il decreto era da tempo al vaglio della Corte dei Conti”.
A questo punto Esposito potrà firmare il contratto, e depositare la firma alla Banca d’Italia, per poi mettersi subito al lavoro al fine di recuperare il tempo perduto, sbloccando tutti gli atti e mandati di pagamenti arretrati.
I sindaci nel corso dell’assemblea hanno però parlato anche di altre problematiche della ricostruzione dei loro paesi, a cominciare dalla scarsità di organico negli uffici territoriali della ricostruzione, a causa dei trasferimenti e delle assenze per malattia e maternità.
Ed anche del rapporto conflittuale con il capoluogo L’Aquila e con la sua classe politica, che tende ad accaparrarsi le risorse economiche, a cominciare dai fondi per lo sviluppo, e a disinteressarsi dei Comuni che pure fanno parte della tanto declamata “città territorio”, “soprattutto ora che sta per cominciare la campagna elettorale”, come hanno evidenziato nei loro sanguigni interventi in particolare il sindaco di Sant’Eusanio Forconese Raffaele Verratti, quello di Villa Sant’Angelo Domenico Nardis, il primo cittadino di Prata D’Ansidonia Paolo Eusani.



