L’AQUILA – Il gruppo di progettisti identificato con il motto Nuspaq2010 si è aggiudicato il concorso di progettazione per la realizzazione di una struttura polivalente nell’area dell’ex Mattatoio dell’Aquila, bandito il 19 luglio scorso dagli ordini professionali degli architetti e degli ingegneri della provincia dell’Aquila, con il patrocinio e la sponsorizzazione dell’assessorato comunale alla Ricostruzione.
Nell’area si insedierà una struttura provvisoria del Museo Nazionale d’Abruzzo che era nel Forte spagnolo cinquecentesco, fortemente danneggiato dal sisma.
La zona dell’ex Mattatoio, situata tra il monumento delle 99 Cannelle, le mura della città e le due porte poste lungo il tracciato murario, è di grande valenza storica, architettonica e culturale tale da far individuare l’opificio in oggetto come contenitore provvisorio del Museo Nazionale d’Abruzzo.
I gruppi di progettisti partecipanti sono stati invitati a presentare una proposta di intervento che avesse come oggetto un padiglione dalle dimensioni non eccessive, che ospitasse al suo interno una galleria espositiva, una sala congressi, un centro direzionale, un foyer, un bar-ristorante, servizi in genere e un parcheggio sotterraneo per i visitatori del museo e che prendesse il posto delle due palazzine.
La premiazione è prevista per giovedì prossimo, 16 dicembre, alle 15.30 nell’auditorium della sede dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili) della provincia dell’Aquila.
Il progetto dovrebbe essere finanziato dal ministero dei Beni Culturali ed è destinato a ridare alla città uno spazio espositivo dopo che, a causa del sisma del 6 aprile 2009, la quasi totalità delle strutture adibite, ad esempio, alla cultura, alle arti visive e alle mostre temporanee è andata distrutta o è stata gravemente danneggiata.
L’ex Mattatoio che, per le sue caratteristiche architettonico-industriali, può essere definito un esempio di archeologia industriale, insiste in uno spazio in cui attualmente sorgono anche due palazzine degli anni Cinquanta, definitivamente compromesse dal sisma e da demolire come stabilito dall’amministrazione comunale del capoluogo.
Il gruppo vincitore è costituito dall’architetto Federica Di Vincenzo in qualità di capogruppo, dall’ingegnere Lisa Di Bartolomeo e dall’architetto Giancarlo Di Vincenzo, tutti e tre aquilani, dal professore architetto Livio Sacchi, di Roma, in qualità di consulente, e dall’architetto Vincenzo Tattolo di Barletta.
Realizzato da giovani professionisti aquilani e pugliesi di età compresa tra i 28 e i 34 anni, guidati dall’esperienza di Sacchi, il progetto vincitore nasce con l’intento di realizzare un nuovo spazio (da qui l’acronimo “Nu”, nuovo, “sp”, spazio, e “aq”, L’Aquila) che sia aperto alla città in ricostruzione e in fermento e che si misuri con le importanti preesistenze con le quali poter costruire un vero e proprio centro storico-culturale dal grande potenziale sociale.
L’aggiudicazione è avvenuta il 3 dicembre scorso da una giuria, con affermati professionisti e docenti nel mondo dell’architettura e dell’ingegneria e con rappresentanti delle istituzioni coinvolte nel processo di ricostruzione all’Aquila.
La giuria era composta dal professor architetto Benedetto Gravagnuolo, decente, nella veste di presidente, dall’architetto Giuseppe Cimmino, consigliere e delegato del presidente dell’ Ordine degli Architetti dell’Aquila, dall’ingegnere Paolo De Santis, presidente dell’ Ordine degli ingegneri della provincia dell’Aquila, da Vladimiro Placidi, assessore alla Ricostruzione del Comune dell’Aquila, da Anna Maria Reggiani, direttore regionale Beni culturali L’Aquila, da Ledo Prato, segretario generale dell’associazione Mecenate 90 (Cidac) e dall’ingegnere Romeo La Pietra.
Nella classifica compaiono al secondo posto, Fontanarte dell’architetto Marina Aquilio dell’Aquila, con l’architetto Giovanni Polazzi di Archea Associati di Firenze, al terzo posto 99Teletese dell’architetto Gianfranco Gracchi, anch’egli di Firenze, con l’ingegnere Mimmo Srour, mentre vengono menzionati i gruppi Maqri09019 dell’architetto Stefano Boeri di Milano e 2010Rmbraq dell’architetto Tommaso Valle di Roma.



