L’AQUILA – Gli uffici speciali per la ricostruzione hanno speso centinaia di migliaia di euro in consulenze, ma hanno tagliato il servizio call center, costato in 2 anni meno di 90 mila euro, e obbligatorio per legge, che garantiva un monitoraggio in tempo reale del trasporto delle macerie dai cantieri alle discariche autorizzate.

Il risultato, segnalato ad AbruzzoWeb da operatori del settore, preoccupati per l’attuale andazzo, è che ora le ditte possono comunicare i dati sui trasporti solo connettendosi al sito Internet apposito mentre prima la norma consentiva loro anche di farlo con una semplice telefonata dell’autista prima di partire, per non incorrere nelle pesantissime penalità previste in caso di non registrazione della partenza.

L’utilizzo del call center, com’è evidente, semplificava molto l’operazione e consentiva l’inserimento dei dati sul sito in tempo reale, come previsto dal sistema adottato all’Aquila.

Basta vistare la pagina web “Lista trasporti in tempo reale macerie private” sul sito ancora esistente www.commissarioperlaricostruzione.it, quello dell’epoca di Gianni Chiodi, per rendersi conto di come stiano le cose oggi.

Gli ultimi trasporti censiti risalgono, al momento di scrivere, al 12 febbraio alle ore 15.30.

Un enorme scarto temporale che rende il sistema poco utile all’attivazione di un efficace controllo del trasporto di materiali di risulta della ricostruzione aquilana, tra cui rifiuti speciali e pericolosi, che potrebbero essere abbandonati altrove rispetto alle discariche autorizzate, da parte di ditte disoneste.

Il monitoraggio è stato reso obbligatorio in virtù dell’ordinanza 4014 del marzo 2012 dell’allora commissario Chiodi.

In base alla disposizione, tutte le ditte operanti nei cantieri della ricostruzione devono prima di tutto comunicare i vari codici di riconoscimento, le targhe dei veicoli utilizzati, l’elenco dei cantieri dove si sta operando.

Devono effettuare relativamente al trasporto dei rifiuti da maceria due comunicazioni obbligatorie: una alla partenza dal cantiere, una all’arrivo, nella discarica autorizzata, dove va specificata anche la tipologia del materiale selezionato e il suo peso.

Per completare la tracciabilità del percorso dei mezzi c’è poi un segnalatore Gps ritirabile presso l’Aci e che funziona collegandolo all’accendisigari.

Due le modalità della comunicazione: la prima direttamente da parte della ditta, inserendo i dati su un form apposito sul sito della Regione.

La seconda chiamando il call center, affidato tramite gara a una decina di operatori della cooperativa sociale Talea dell’Aquila dall’avvio del sistema di monitoraggio nel giugno 2012, servizio proseguito fino al dicembre 2014. La cooperativa, tra l’altro, nei primi mesi di rodaggio ha lavorato gratis.

Il 95 per cento dei trasportatori, è stato calcolato, sceglieva il call center perché appunto più semplice e immediato. E perché spesso nei cantieri si riscontrano problemi con il collegamento a Internet.

Partenza e arrivo del camion, fino a quando era praticabile l’opzione telefonica, erano visibili sulla pagina Internet in tempo reale, con scarto massimo di 10 minuti.

Un open data così aggiornato ha rappresentato uno strumento prezioso di monitoraggio per tutte le parti in causa: dai direttori dei lavori alle imprese, dagli impianti ai trasportatori. E soprattutto per le autorità competenti deputate ai controlli previsti dalle norme vigenti.

Questo, almeno, fino al dicembre 2014 quando, l’ex titolare dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila Paolo Aielli, ha deciso di sospendere il servizio call center, lasciando come unica opzione in campo quella della comunicazione diretta.

Un taglio che, però, non garantisce più un monitoraggio in tempo reale.