dal nostro inviato
BRUXELLES – L’Aquila si gioca una larga fetta di credibilità e una insospettabile quanto grande parte del suo futuro nell’audizione che oggi a Bruxelles, al Parlamento europeo, vedrà sfilare i protagonisti di questi quattro anni di post-sisma di fronte al gruppo di parlamentari del Partito popolare europeo.
In ballo ci sono le critiche al progetto C.a.s.e. e la possibilità che l’Europa piuttosto che stanziare nuovi fondi ne rivoglia indietro con tanto di multa, remota ma tecnicamente possibile.
“Risposta del fondo di solidarietà dell’Unione Europea per il terremoto in Abruzzo nel 2009”. Questo il tema dell’audizione che sarà presieduta dalla tedesca Ingeborg Grassle, componente dell’ufficio di presidenza del gruppo Ppe, e avrà l’italiano Crescenzio Rivellini come relatore.
AbruzzoWeb è stato invitato come giornale accreditato e seguirà l’evento in diretta con una serie di approfondimenti e interviste per capire anche se e come possa sbloccarsi la ‘fase 2’ della ricostruzione, quella che dovrà dare un’accelerata netta ai centri storici e alle parti più danneggiate: senza il placet dell’Europa, infatti, non si muovono soldi e i paletti sono molto rigidi.
Serrato il programma dell’audizione con una conferenza stampa alle ore 14 e l’inizio vero e proprio alle ore 15. Numerosi gli interlocutori, che potranno parlare per un massimo di 15 minuti.
Dall’Italia e dalle zone terremotate parleranno il capo dipartimento della Protezione civile ed ex prefetto del capoluogo nei giorni del sisma, Franco Gabrielli, il capo dipartimento dei Vigili del fuoco Francesco Paolo Tronca, il presidente della Regione Abruzzo ed ex commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, il sindaco dell’Aquila ed ex vice commissario, Massimo Cialente, il presidente della Provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo.
Bruxelles risponderà con Ville Itala, l’europarlamentare finlandese responsabile della relazione della Corte dei Conti europea che lo scorso febbraio bocciò la vasta operazione immobiliare post-sisma del progetto C.a.s.e., accusando le autorità italiane di aver speso i quattrini comunitari per 4.450 alloggi che “non hanno risposto al bisogno della popolazione”.
Criticità che, per fortuna, a caldo sono state ritenute “infondate” dalla portavoce del commissario alle politiche regionali Johannes Hahn, ma l’iter è andato avanti e la Ue ha incaricato Rivellini di relazionare sull’argomento.
Lo scorso maggio, nella sua prima visita in Abruzzo, l’europarlamentare napoletano, eletto tra le file del Pdl e aderente al Ppe, ha spiegato che la vicenda è delicata perché la magistratura contabile europea ha rilevato “anomalie” nella spesa di 350 milioni spesi dal governo per costruire alloggi per 13 mila persone.
“Se saranno confermate, non solo l’Italia dovrà restituire i soldi ma si aprirà anche una procedura d’infrazione europea”, la fosca previsione, che oggi gli italiani dovranno cercare di smentire.
Tra gli interventi anche quello del lettone Normunds Popens, direttore generale delegato delle Politiche regionali della Commissione, che affronterà obiettivi, procedure e risultati dell’accordo di attuazione.
Spazio anche alla tecnica con il direttore del centro di ricerca sismologica della Protezione civile tedesca, Olivier Heidebach, che terrà un intervento su “Prassi e nuove tecnologie: esiste un know how europeo in materia di terremoti?”. Chissà che non si parli anche della commissione Grandi rischi.
Extra audizione ci sarà ovviamente tempo per perorare a Bruxelles anche la causa della restituzione delle tasse. La ‘legge Comunitaria’ in discussione in questo periodo con cui ogni anno il Parlamento si piega ai voleri del governo europeo prevede infatti la sparizione dello sconto del 60% nella restituzione delle tasse sospese dopo il sisma per 7 mila partite Iva.
La battaglia sarà combattuta tra Senato e Camera per un emendamento riparatorio ma è pur vero che la sorgente di tutto si trova in Belgio e la diplomazia abruzzese dovrà lavorare di cesello per rimuovere l’ipotesi di una procedura di infrazione (ci risiamo) sugli aiuti di Stato che spinge il governo ad agire in questo modo preventivando il balzello.
Last but not least, oggi sarà una giornata doppiamente importante per Cialente, che arriverà a Bruxelles con in tasca una soluzione per ottenere almeno 5 miliardi senza indebitare lo Stato confezionata su misura per lui dal ‘guru’ mondiale dell’economia Warren Mosler.
Attraverso un complesso labor limae la proposta ha passato le forche caudine dei tecnici del ministero dell’Economia, più realisti di Bruxelles, e oggi il primo cittadino cercherà sponsor importanti affinché quella che si considerava un’impensabile utopia possa sfociare in moneta sonante.



