L’AQUILA – Sono giorni decisivi per la definizione dell’intervento di recupero di un importante aggregato del centro storico, il numero 238, che insiste nella storica piazza Santa Giusta e che vede una serie di proprietari coinvolti.

La quota maggiore di un aggregato di circa 2.800 metri quadrati in pianta è al 60 per cento della Fondazione Cassa di Risparmio della Provincia dell’Aquila, istituzione che sta guidando il processo e che nell’assemblea decisiva sull’assegnazione dei lavori avrà l’ultima parola.

Il valore dell’intervento delle parti comuni è, secondo alcune stime, superiore ai 10 milioni di euro.

Tra una settimana, lunedì 21 marzo, prossimo è previsto l’esame delle proposte inviate dalle aziende invitate all’appalto privato.

Un’operazione che sarà curata dal comitato ristretto, costituito dall’avvocato Alberto Villante, dal dottor Guglielmo Calvi Moscardi, socio della fondazione Carispaq e quindi delegato della stessa, e dall’avvocato Francesco Saverio de Nardis.

I tre sono stati investiti dell’importante ruolo dall’assemblea dei comproprietari dell’aggregato che, oltre a indicare i tre saggi, ha stabilito parametri: come recita il verbale sono state ammesse ditte singole o in Ati (associazione temporanea d’impresa) con imprese locali aventi iscrizione Soa alla categoria Og2 di classe inferiore a quella richiesta nei requisiti minimi, non saranno presi in considerazione i consorzi”. In sostanza, fuori i consorzi.

Inutile dire che sull’assegnazione dei lavori c’è molta attesa alla luce del prestigio dell’intervento.

E vista la posta in palio, come del resto accade in generale in quasi tutti i condomini privati, la questione ha destato già delle polemiche.

A giocarsi il prestigioso appalto sono l’Ati Taddei Spa del Gruppo Edimo-Eurocostruzioni Spa e  la ditta teramana Cingoli.

Quest’ultima è guidata dall’imprenditore Giuseppe Cingoli, presidente del Consorzio Isea (Innovazione, Sviluppo, Edilizia, Ambiente).

Le aziende coinvolte sono state indicate da parte dei comproprietari: l’Ati Taddei Spa del Gruppo Edimo-Euro Costruzioni Spa è risultata gradita a circa l’80 per cento dei comproprietari.

La Fondazione Carispaq, quale soggetto istituzionale, si è astenuta dall’indicazione, ma è chiaro che nell’assemblea che sarà fissata dopo l’esame delle proposte progettuali avrà un ruolo decisivo.

Manterrà il profilo istituzionale o il presidente, Roberto Marotta, vorrà incidere in maniera determinante sulla scelta?