L’AQUILA – I 4 arrestati ai domiciliari nell’ambito dell’operazione “Caronte” della direzione distrettuale antimafia dell’Aquila sono Salvatore Tessitore, 38 anni, e Vincenzo Tessitore, 41, dell’omonima ditta, che ha l’interdittiva antimafia della prefettura, Raffaella Testa, 38, moglie di uno dei due. Detenzione in casa anche per Luigi Lama, 37, dell’omonima ditta.
Le 5 misure cautelari di divieto temporaneo di esercitare attività professionali o imprenditoriali per 6 mesi, a livello personale, riguardano altrettanti imprenditori ma non le loro imprese, tranne l’unica colpita da interdittiva.
In provincia dell’Aquila, Domenico Carlo Taddei, 64, patron del Gruppo Edimo, e Danilo Taddei, 41, amministratore della Taddei Spa.
Sempre nell’Aquilano, Antonio Marandino, 33, all’epoca dei fatti della Edilgap, ditta di Castel di Sangro e originaria di Caserta, oggetto di interdittiva antimafia.
In provincia di Chieti Giovanni De Laurentiis, 51, titolare della Edilrocca.
In provincia di Ascoli Piceno, infine, Giovanni Di Pasquantonio, 55, amministratore delegato della Edil Stella.
Per le ditte destinatarie di interdittiva, i contratti di ricostruzione post-terremoto sono sospesi in automatico.
Al contrario, per le imprese i cui amministratori sono stati sospesi potranno continuare a lavorare, in quanto le misure cautelari sono a livello personale.
“Interdittiva antimafia” non vuol dire di per sé la presenza di un legame mafioso: è un provvedimento amministrativo preventivo e non repressivo che fa riferimento a possibili rischi.
Al momento non ci sarebbero accuse specifiche di contiguità, ma si ritiene che alcune delle imprese coinvolte siano vicine per una serie di fattori.
L’inchiesta, secondo quanto appreso, è nata dalla denuncia di un lavoratore.





